Gekkou – Capitolo 2 parte 2

 

Finita la terza ora, io ed Usami fummo accompagnati al funerale con la macchina di Ukai. Il cielo azzurro che guardavo dal finestrino era completamente aperto e non si intravedeva neppure una nuvola.

Durante il viaggio ebbi modo di apprendere nuove informazioni sulla situazione familiare di Tsukimori, dal professor Ukai.

La sua famiglia era formata dai genitori e da lei stessa, figlia unica. La cosa mi sorprese abbastanza perché credevo che il suo comportamento così maturo derivasse dal doversi occupare di qualcuno, come un fratello o sorella minore.

A quanto pare, suo padre era il capo di una compagnia edile. Visto che mio padre lavorava nella banca accanto alla loro sede, mi ripromisi di chiedergli qualcosa a riguardo, più tardi.

Arrivati al luogo del funerale, sbrigate le formalità all’entrata, ci dirigemmo verso la sala con su scritto il nome ‘Tsukimori’.

C’era molta gente in fila per lasciare dei fiori in omaggio, tanto che la coda usciva persino dalla sala. Mi sembrò di guardare la scena di un nuovo gioco arcade che viene installato in una sala giochi.

La grande stanza poco illuminata era piena di persone vestite a lutto. L’altare era decisamente più sontuoso che in qualsiasi altro funerale io abbia mai preso parte.

Sedemmo nei posti destinati ai partecipanti comuni, attendendo pazientemente l’inizio della cerimonia.

I miei occhi cercarono Tsukimori per la sala e la trovarono seduta vicino all’altare insieme ai suoi parenti. Stava confortando la donna seduta accanto a lei con la testa abbandonata in avanti, sostenendola e carezzandola sulla schiena.

Dall’aspetto, direi che fosse sicuramente sua madre. Una bellissima signora che somigliava a Tsukimori.

Ma io ero, in ogni caso, stupito della compostezza della ragazza in questa situazione.

Allora mi tornò in mente che un giorno avevo chiesto ad Usami perché tutte le ragazze si rivolgessero a lei con il ‘-san’ aggiunto al nome1. La risposta era stata: ‘’Youko-san sarà anche nostra coetanea, ma non ti sembra che sia molto più matura nei modi? Per cui iniziarono a rivolgersi a lei come Youko-san, e così è rimasta.’’

Ero più che d’accordo. Non ero sicuro di chi delle due fosse la madre e chi la figlia.

‘’…Mi dispiace così tanto per Youko-san.’’

Guardai al mio fianco e trovai una Usami con gli occhi lucidi. Non aveva solo l’aria di essere una ‘perfetta sorellina minore’, ma a tutti gli effetti lo era, poiché aveva un fratello più grande di lei.

‘’Forza, non piangere.’’, dissi porgendole un fazzoletto.

‘’Guarda come riesce a restare calma nonostante sia tanto triste in realtà! Se fossi al suo posto io non ce la farei…’’

Usami prese il fazzoletto dalle mie mani e si asciugò gli occhi. Di sicuro Usami avrebbe pianto a dirotto in questo caso.

Ma ero riluttante al credere che Tsukimori fosse davvero amareggiata per la morte del padre.

Se non mi ero sbagliato sul suo desiderio che morisse… beh, allora doveva essere più soddisfatta che triste, perché in tal caso quel funerale era per lei un evento a celebrazione della riuscita del suo piano omicida.

In breve tempo, i posti nella sala si riempirono man mano e, prima che potessi accorgermene, l’intera stanza si era colorata di nero.

Ovunque mi girassi potevo sentire sussurri solo appena percettibili, in rispetto dell’atmosfera  solenne tipica delle sale funerarie. Decisi di ascoltare attentamente quei chiacchierii, sia per passare il tempo, sia come fonte di informazioni.

Mi concentrai sulla conversazione tra due donne che parlavano sommessamente nella fila davanti alla mia. Quanto avrei voluto annotarmi tutto!

Il loro brusio fu interrotto a metà. Mi sarebbe piaciuto ascoltare ancora un po’, ma c’era poco da fare visto che la cerimonia stava iniziando.

I sutra2 intonati dal monaco risuonavano nitidi in tutta la sala.

L’atmosfera solenne mi schiarì la mente ed oltretutto creò l’ambiente perfetto per il vagare dei miei pensieri. Pensai di ripetere a mente la conversazione appena udita e riordinare le informazioni.

La reputazione del padre era molto alta.

Prima avevano parlato del suo aspetto che, considerando quello di Tsukimori, non mi stupì. Con un’occhiata alla foto sull’altare capii perché fosse così popolare per loro, infatti sembrava un attore.

Continuarono poi parlando della sua compagnia e della situazione economica della famiglia. Mentre era ancora un S.M.E.3, gli affari andarono bene e così anche il loro status economico e sociale. A quanto pare, la loro casa era stata costruita da zero 2 anni prima, con un design molto complesso, prevedibile per un direttore di compagnia di progettazione edilizia.

Infine, parlarono della famiglia stessa. Sia il padre che la madre erano piuttosto socievoli e in buoni rapporti con i vicini. La donna aveva anche menzionato Tsukimori, ritenuta una bellissima figlia con un’educazione eccellente.

Mi lasciai sfuggire un sospiro.

Non si può negare che fossi felice di poter mettere le mani su nuove informazioni, però, non erano abbastanza da innescare la mia fantasia. Il giornale mi aveva eccitato eccessivamente e mi aveva anche dato aspettative troppo alte per il funerale.

Presi un respiro nel silenzio della sala.

Cercando di darmi un contegno, pensai di crogiolarmi ancora nella tranquilla atmosfera che regnava in quel luogo. Dopotutto era un funerale promettente! Sarebbe stato un peccato non approfittare di quell’occasione per spiare varie relazioni umane.

Non c’era alcuna fretta. Più il gioco fosse andato avanti, meglio sarebbe stato.

Quando guardai verso la zona dell’altare mi accorsi che la madre di Tsukimori era scoppiata a piangere.

Il suo pianto era anche la ragione per cui le donne intorno a me parlavano con voci spezzate. Comunque, anche Usami piangeva ancora.

Ad ogni modo, Tsukimori non versava neppure una lacrima.

Il suo sguardo era avidamente catturato dall’altare.

Lo scuro abito da lutto enfatizzava la luminosità della sua pelle e faceva sembrare Tsukimori quasi splendente. Più che il deceduto stesso, più che l’altare così riccamente decorato, l’addolorata madre o chiunque altro in quella stanza, era lei, con la sua figura silenziosa a spiccare.

 

Per me, Tsukimori appariva come la luna a notte fonda.

Semplicemente stupenda.

 

Arrivò il momento dello spostamento della bara.  Con il suo forte e solenne suono tipo corno, il carro funebre si allontanò dalla massa di gente in nero.

I parenti del defunto, compresa ovviamente Tsukimori, lasciarono la sala, diretti al forno crematorio. Noi tre decidemmo di restare ed aspettare il suo ritorno, per poter scambiare almeno poche parole con lei.

‘’Voi due sarete affamati, vero? Lasciate che oggi vi offra il pranzo. Ma non ditelo agli altri, mi raccomando!’’

‘’Evviva! Hai sentito, Nonomiya?’’ Usami si risollevò senza trattenersi. Questo sarà uno dei famosi ‘sbalzi d’umore’.

Beh, felicissimo della parte ‘segreta’ della questione, accettai anche io con piacere l’offerta.

Poco dopo, eravamo in un  negozio vicino alla casa funeraria, intenti a gustarci del ramen.

‘’-Voi due potreste non essere ancora davvero consapevoli, ma la morte è una parte inevitabile della vita.’’ disse Ukai inaspettatamente, con gli occhiali appannati dal vapore che saliva dalla scodella. ‘’Dire questoo potrà sembrare privo di tatto verso Tsukimoori, ma vorrei lo stesso che facciate tesoro di quello che vedete e vivete oggi, in questa triste occasione: la scomparsa del padre di un amico.’’

Usami annuì seriamente, con le guance piene di noodles, come uno scoiattolo.

‘’Eh già. E’ un promemoria per non dimenticare che le nostre vite hanno un termine- ed è in fondo proprio questo che da loro più valore.’’ Essendo in compagnia del mio insegnante, scelsi con attenzione le parole per esprimere le mie impressioni a riguardo.

‘’Sei fantastico, Nonomiya.’’, si complimentò Usami guardandomi coi suoi grandi occhi, una volta finito il suo boccone.

‘’Certo. Al contrario di te io non ho pianto durante tutta la cerimonia.’’

‘’I-io avevo un sacco di pensieri per la testa come te!’’

‘’Ad esempio?’’

‘’Eh? Ah, mmm… che sono dispiaciuta per lei…’’

‘’E che altro?’’

‘’…C-che mi dispiace per lei?’’

‘’L’hai già detto.’’

‘’N-no, non mi hai capito! Ho pensato anche a molte altre cose, è solo che non so esprimermi bene come te!’’

Ukai rise sentendo la nostra conversazione.

‘’Bene, bene. Possiamo concludere che entrambi avete i vostri pensieri personali, ok? Nonomiya è più analitico e Usami più emotiva.’’ Ukai si mise in mezzo per risolvere la questione, da vero insegnante qual era.

-La vita è più interessante proprio perché ha una durata limitata. Il brivido del non sapere quando finirà è ciò che ci spinge  ad essere più coscienti del nostro vivere.

A prima vista potrebbe sembrare contraddittorio il fatto che la morte, antitesi della vita, possa darle più valore, ma in realtà ha perfettamente senso. Ho persino valutato l’idea che la maggior parte delle cose nel mondo in verità funzionino in un modo simile.

In quel preciso momento, rapito da quella pericolosa ricetta per l’omicidio- io mi sentivo decisamente vivo.

 

 

Salutammo Tsukimori appena tornò alla sala.

Ukai espresse subito il suo più profondo affetto prima di rassicurarla: ‘’Non devi preoccuparti per la scuola. Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno e ritorna quando sarai pronta.’’

‘’La ringrazio infinitamente per la sua premura. In ogni caso, avrei intenzione di tornare a scuola dopodomani, perché penso che mi aiuterebbe a distrarmi.’’ Sorrise mestamente. ‘’…Sono un po’  preoccupata di lasciare mia madre da sola a casa, ne è rimasta estremamente sconvolta, ma i suoi fratelli e quelli di mio padre mi hanno assicurato che se ne prenderanno cura.’’

Tsukimori sembrava esausta. Dava l’idea di nona ver dormito molto ultimamente.

Ma pur sapendo di non avere alcun tatto, non potevo fare a meno di avere l’impressione che il suo pallido viso, ora accentuato dall’abito scuro, sembrava ancora più sensuale che nei giorni di scuola.

‘’Capisco. Ad ogni modo, cerca di non sforzarti troppo e sentiti libera di venire a parlare con me in qualsiasi momento.’’ Ukai le diede un buffetto sulla spalla.

‘’Grazie anche a voi per essere venuti, Chizuru, Nonomiya-kun.’’

‘’Tutti quanti in classe sono preoccupati per te.’’

‘’Ne sono grata.’’

‘’Youko-san…’’

Usami era di nuovo sull’orlo delle lacrime, senza dubbio toccata dal coraggioso comportamento di Tsukimori.

Le diedi un colpetto leggero sul capo e dissi: ‘’Dovresti calmarti un po’. Volevi esprimere le tue condoglianze come si deve, no?’’

‘’…Si.’’ Usami annuì con gli occhi lucidi. ‘’Ehm… Youko-san, so che per te sarà difficile, ma… s-sarà difficile per  te, ma…’’

Usami iniziò a piangere a metà frase, non potendosi più trattenere.

Tsukimori non esitò un attimo ad abbracciare Usami e confortarla, ‘’Ti ringrazio, Chizuru. Sono contenta che ti preoccupi così tanto per me.’’ Carezzandole i capelli affettuosamente come una sorella, mormorò, ‘’…Penso che si dovrebbe essere molto felici che qualcuno si preoccupi per te…’’ Detto ciò, le sussurrò dei ringraziamenti, ancora ed ancora.

Quella gentile e fragile ragazza, in quel momento, non sembrava assolutamente il tipo da pianificare un omicidio, almeno per me.

 

 

 

NOTE:

1.  Il suffisso ‘–san’ si aggiunge al nome di una persona ed è il titolo onorifico più comune, utilizzato sia in contesti formali che informali. In questo caso, tra studenti ci si rivolge in genere con i suffissi ‘-chan’ o ‘-kun’, meno formali di ‘-san’ o, addirittura, senza alcun suffisso da aggiungere al nome. Qui ad indicare che Tsukimori è valutata con maggiore rispetto rispetto ad altri, per via della sua maturità (ad esempio ad un insegnante ci si potrebbe riferire come’ Ukai-sensei ‘ (-sensei= maestro) oppure ‘Ukai-san’).

2.  sutra: testi buddhisti recitati ed intonati durante i rituali sacri (e talvolta non), come ad esempio il funerale.

3.  S.M.E.: ‘Small and Medium Enterprises’ = Piccole e medie imprese.

 

Gekkou - Capitolo 2 parte 1
Gekkou - Capitolo 3

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