Gekkou – Capitolo 3

 

Confessione

 

Due giorni più tardi, quando Youko Tsukimori tornò a scuola, persino gli studenti delle altre classi vennero in massa nella nostra aula per lanciarle uno sguardo.

Uno dopo l’altro le porsero le loro condoglianze, mostrando nient’altro che espressioni di pietà.

La voce di Kamogawa si sentiva fin dal circolo di persone formatosi attorno al centro della stanza.

‘’La scuola senza di te è come una notte senza luna! Ti prego Tsukimori, fatti coraggio e illumina i miei passi nel buio come hai sempre fatto!’’

Oh quanto avrei voluto vederlo inciampare nel buio e restare incastrato in un canale di scolo.

Un gruppo di ragazzi, Kamogawa compreso, cercavano di farsi belli, parlandole senza freni. Approfittarsi della debolezza di una ragazza potrebbe dirsi una tipica e molto pratica strategia, ma io non riuscivo proprio a sopportare quel loro patetico e ignobile comportamento davanti ai miei occhi.

‘’Sei davvero un poeta, vero Kamogawa-kun? Ti ringrazio per preoccuparti di me in questo modo.’’

Ad ogni modo, Tsukimori li affrontò tutti quanti con estrema educaizone, non mostrando il minimo tentennamento― anzi, sorridendo oltretutto. Una volta ancora si spiegava perché fosse così popolare.

La maggior parte delle persone non sarebbero riuscite  a comportarsi in questo modo. O perlomeno io non avrei potuto. Dopotutto, io ero già più che stufo e mi limitavo solamente a guardare la scena.

Non appena la folla di visitatori si disperse, Tsukimori si alzò in piedi e, per qualche motivo, si diresse verso di me con un sorriso sul volto.

‘’E’ davvero strano che tu ti avvicini a me spontaneamente.’’

‘’Ma tu sei venuto al funerale di mio padre, non è così? Volevo solamente ringraziarti.’’ ‘’Si sedette nella sedia vuota di Usami e mi sorrise con gioia. ‘’Quindi, ti ringrazio per essere venuto, Nonomiya-kun.’’

‘’No, in realtà non è nulla che meriti la tua riconoscenza. Ho partecipato semplicemente in qualità di rappresentante dell’intera classe.’’

‘’Fa lo stesso. Mi sono sentita quasi sollevata nel vederti rilassato come tuo solito.’’

‘’Oh, mi dispiace di essere un ragazzo così freddo. Ero preoccupato per te a mio modo, comunque, sai? Peccato tu non te ne sia accorta,’’ dissi e mi strinsi nelle spalle come sentendomi a disagio, cosa a cui Tsukimori reagì con una risata spensierata: ‘’Non ti ci vedo proprio!’’

‘’Le cose a casa si sono sistemate?’’

‘’Ci sono ancora molte cose cui pensare e da fare, ma per il momento, si.’’

‘’Capisco. Devi aver passato dei giorni parecchio difficili, presumo. Beh, anche la scuola crea i suoi problemi in effetti, soprattutto per chi è popolare come te.’’

Tsukimori scosse la testa, facendo ondeggiare i suoi morbidi capelli.

‘’Sono sul serio grata che tutti si preoccupino tanto per me.’’

‘’Fa piacere quando gli altri si preoccupano per te, sicuro, ma ci sono pur sempre dei limiti da rispettare, no? Quei tuoi fanatici seguaci non sono forse una rottura? Kamogawa soprattutto. Oppure Kamogawa, anche.’’

‘’In realtà mi piace molto quel lato dolce dei ragazzi.’’

Cercavo di scoprire i suoi veri pensieri agitandola un po’, ma il sorriso di Tsukimori non vacillò neanche per un secondo, come una parete di acciaio.

‘’La tua maturità è eccezionale.’’

‘’Sono felice che tu mi veda in questo modo, Nonomiya-kun.’’

Accettò persino le mie confuse parole in tono felice.

‘’ ―Nonomiya-kun,’’ Tsukimori pronunciò il mio nome all’improvviso, ‘’ricordi la tua promessa?’’

‘’…Promessa?’’

Non ricordavo di averle mai promesso alcunché.

‘’Se ho qualche problema―’’

‘’ ―Ah, ho capito.’’

A metà della sua frase mi ricordai della conversazione che avevamo avuto una mattina.

‘’Giusto, quella promessa.’’

‘’Beh, l’ho promesso davvero. Chiedimi qualunque cosa, per quanto mi sia possibile cercherò di aiutarti.’’

Mi ero scavato la fossa con le mie mani, ma nel profondo sperai che non sarebbe stata una richiesta troppo irritante.

‘’E’ qualcosa di cui preferirei non parlare in classe,’’ spiegò Tsukimori con voce flebile, tanto bassa che nessun’altro oltre me avrebbe mai potuto sentirla.

Un istante dopo, ero più teso di una corda di violino.

‘’…Ti aspetterò nella biblioteca dopo la scuola,’’ sussurrò e lasciò la classe con eleganza, con i capelli che svolazzavano dietro di lei.

I palmi delle mie mani erano fradici di sudore. A quanto pare, ero ancora più teso di quanto pensassi.

Il suo fare sospettoso mi aveva ricordato tutto d’un tratto la ricetta per omicidio.

Sentivo la curiosità farsi strada in me e speravo di poter arrivare finalmente al nocciolo della questione. Ma allo stesso tempo, ero piuttosto inquieto perché nessuno, naturalmente Tsukimori inclusa, avrebbe mai dovuto sapere che la ricetta per omicidio era in mio possesso. La mia ansia era prova che la cautela era più importante della curiosità, di sicuro.

‘’Cosa potrebbe succedere nel caso in cui Tsukimori sapesse che ho io la ricetta…?’’ pensai tra me e me, dipingendo uno scenario affatto positivo.

Il funerale di suo padre si era svolto senza alcun problema; lei era divenuta un personaggio al pari di un’eroina di qualche tragedia teatrale ed era inoltre sulla bocca di tutti. Avrebbe mai potuto uno dei suoi piani fallire, innanzitutto? Guardandola e vedendo tutto ciò che aveva, non potevo che chiedermelo.

Le uniche due cose che le intralciavano la strada erano la ricetta per omicidio che era andata perduta, ed io, perché sapevo cosa ci fosse scritto sopra.

Una volta eliminati questi due ostacoli, lei avrebbe eseguito del tutto il crimine perfetto ed ottenuto il suo ‘mondo perfetto’.

…forse stava pianificando di farmi fuori a tempo debito.

Deglutii e il mio battito accelerò.

 

E poi― risi.

 

Non volevo morire. E ammetto che fosse un pensiero davvero assurdo, ma: ero curioso. Ero davvero curioso su come mi avrebbe dato la caccia.

In che altro modo, nella mia semplice e piatta vita, avrei potuto trovare un altro stimolo del genere?

Inoltre, la mia sfidante era Youko Tsukimori― non potevo proprio desiderare di meglio.

Ero ormai convinto: questa era la cosa più entusiasmante che mi fosse mai capitata nei miei 17 anni di vita.

 

 

Presi un bel respiro ed entrai nella biblioteca.

La stanza era pervasa dall’odore di carta, secco, come quello delle foglie in autunno. Non mi dispiaceva affatto. In un altro momento avrei preso a scorrere comodamente le scaffalature, ma non ora.

Pur muovendomi con calma, i miei occhi cercavano freneticamente Tsukimori.

Ed in breve tempo, la trovai.

Era seduta verso il centro della stanza, ad un banco da lettura, intenta a leggere un libro con un’elegante copertina.

Visto che le lezioni erano già terminate e ci trovavamo in una biblioteca, c’era comunque silenzio, ma quel silenzio sembrava ancor più intenso attorno a Tsukimori, come se fossi all’improvviso entrato in una diversa realtà.

Stregato dal suo aspetto così puro, tanto da trattenersi dall’avvicinarsi a lei con semplicità, per un po’ rimasi lì fermo, in piedi, trattenendo il fiato.

I suoi occhi dalle folte ciglia si chiudevano e riaprivano delicatamente quando sbatteva gli occhi, e ogni tanto la sua mano si spostava sul bordo del libro per girare gentilmente la pagina. Il suo profilo sembrava fatto di vetro finemente lavorato, ma troppo perfetto per essere stato creato da mani umane, più un miracolo creato da Dio. ‘’Sarei un uomo ricco se potessi fissare questa scena e incorniciarla,’’ pensai.

Mi assicurai che non ci fosse nessun’altro oltre Tsukimori e me.

‘’Ancora una volta, sono certo che i giorni passati siano stati difficili per te―,’’ mi poggiai appena contro uno scaffale di libri, rivolgendomi a lei, ‘’―perdere tuo padre in un tragico incidente e tutto il resto.’’

Tsukimori chiuse di scatto il libro e si girò lentamente verso di me.

‘’Si, specialmente per mia madre. Non l’ho mai vista così distrutta.’’

Emise una flebile e stanca risata.

‘’E tu, invece?’’

‘’Mi dispiace, ma ancora non mi sento pronta a parlarne.’’

Tsukimori scosse la testa con un contegno inquieto. Era una risposta piuttosto evasiva.

‘’No, sono stato sgarbato io a chiedertelo. Ti chiedo scusa.’’

Chinai il capo.

‘’In ogni caso, qual è la richiesta che vorresti farmi?’’. Dopo un bel respiro sfoderai l’argomento principale, ‘’Mi hai chiesto appositamente di vederci qui in biblioteca per questo, quindi devo presumere che sia un argomento delicato, dico bene?’’

‘’Mi hai detto che avrei potuto chiedere il tuo aiuto se avessi qualche problema.’’

‘’Si, e tu hai detto che se ne avessi avuto bisogno, non avresti esitato a farlo.’’

‘’Esatto. Ecco perché vorrei approfittare della tua offerta, Nonomiya-kun. Per favore, dammi una mano.’’

Poi parlò in un mormorio:

 

‘’Vorrei che uscissi con me.’’

 

Quelle sue parole, totalmente inaspettate, mandarono la mia testa nel pallone.

Per essere sicuro chiesi, ‘’Per andare dove?’’ ma Tsukimori rispose sbigottita: ‘’Non sei divertente,’’ e scosse il suo delicato mento a destra e a sinistra.

‘’Suppongo di non essere la persona adatta a criticarti, avendoti fatto io stesso poco fa una domanda indelicata, ma ti rendi conto di aver perso tuo padre solo pochi giorni fa?’’

Diversamente da Tsukimori dovevo assolutamente fingere contegno; Osservavo avidamente ogni suo movimento con la maggior attenzione possibile, per poter capire le sue vere intenzioni mentre il mio cervello lavorava a velocità massima.

‘’Vuoi dire che sono incauta?’’

‘’Se vogliamo dirla così, si.’’

‘’Allora mi hai fraintesa! Proprio perché mio padre se ne è andato, ho pensato che avrei avuto bisogno di conforto. Non è forse romantico chiamarlo ‘il conforto per il mio cuore’? Non sono così forte come tutti credono, sai?’’

In effetti, questa era una buona ragione, ma c’erano ancora troppi punti che non quadravano.

‘’Allora perché dovrei essere proprio io? Davvero non capisco perché una ragazza popolare come te dovrebbe scegliere qualcuno come me.’’

Trovavo il suo atteggiamento alquanto irritante.

‘’Ma non sembri capire affatto i sentimenti di un uomo, oltretutto. Perlomeno io non sono così idiota da non pormi qualche dubbio quando una bellezza mi chiede di uscire con lei dal nulla. C’è sempre una fregatura nelle offerte incredibili, non è così?’’ la schernii di rimando.

‘’Quindi è così? Ero sicura che ai ragazzi facesse sempre piacere ricevere una confessione da una ragazza.’’

La sicurezza nel suo tono mi fece perdere le staffe per un attimo.

‘’Infatti… siamo idioti abbastanza da essere felici, ma la risposta che viene dopo è tutta un’altra questione.’’

Non volevo ammetterlo, ma aveva ragione. Avevo io stesso, involontariamente, lasciato che il mio orgoglio uscisse fuori, immaginando l’invidia degli altri quando avessero saputo della confessione. Era dunque questa la differenza nelle nostre doti? Le mie possibilità in quanto a questioni amorose erano decisamente infime.

‘’C’è forse una ragazza che ti piace, Nonomiya-kun?’’ chiese Tsukimori all’improvviso― a cuor leggero, come una cameriera che chiede conferma dell’ordine preso al cliente.

‘’Non c’è.’’

Il viso di Usami mi saltò alla mente per mezzo secondo, ma né mi era mai piaciuta abbastanza da ritenerla tale, né mi reputavo abbastanza onesto da rispondere sinceramente.

‘’Stai uscendo con qualcuno allora?’’

‘’…L’ordine con cui mi stai facendo queste domande non ti sembra invertito? Di solito l’ordine è l’opposto, no?’’

‘’Tu dici? Forse stai uscendo con qualcuno che non ami?’’ rispose con un curioso contegno.

‘’…Credo di capire finalmente che tutte quelle chiacchiere che i ragazzi fanno su di te non sono infondate.’’

Diedi un’alzata di spalle esagerata.

‘’Quelle voci non sono altro che questo, voci, e tu non sei il tipo di persona che si lascia ingannare da queste, Nonomiya-kun.’’

‘’Cosa ti fa essere così sicura di questo? Persino io mi do una regolata se sento in giro delle voci negative, sai?’’

‘’Se tu vuoi, posso dirti quali di quelle voci sono vere e quali non lo sono, mh? In cambio―’’

‘’ ―spero che tu non voglia mettere la condizione dell’uscire insieme.’’

‘’Vedi che ci capiamo alla perfezione!?’’

Tsukimori non dava il minimo segno di timidezza, anzi, aveva un sorriso sgargiante.

‘’Come se potessi mai accettare una condizione così ingiusta!’’ Questa volta ero io quello del tutto sbalordito. ‘’…Non pensavo davvero che tu fossi questo tipo di ragazza.’’

Mi aveva fatto danzare sulla punta delle sue dita dall’inizio alla fine. Tutte le possibili risposte che avevo preparato per i vari scenari di questa conversazione erano andati a farsi benedire uno dopo l’altro.

‘’Questo è il mio modo di portarti rispetto, Nonomiya-kun! Sei tu la persona con cui desidero uscire. Non credo ci sia motivo di mostrarti solamente il mio lato in superficie.’’

‘’Mi dispiace per il tuo rispetto, ma non hai mai pensato all’eventualità in cui avrei rifiutato?’’

‘’Sono pronta a sopportare qualche danno per ottenere ciò che voglio. Se si ha paura di ferirsi, non si otterrà mai ciò che si desidera. Beh, rivelare alcune delle mie carte non credo che conti comunque come un danno.’’

‘’Un’eccezionale sicurezza di te, complimenti! Non mi stupisce affatto che le ragazze del nostro anno aggiungano il –san al tuo nome.’’

‘’Nemmeno io mi aspettavo che tu fossi così castigato, invece. Ero piuttosto sicura che fossi il tipo che lascia che le cose facciano il loro corso.’’

‘’Sono molto più sensibile di quanto tu possa immaginare. Ed anche un po’ l’opposto, in effetti. E non sono decisamente abbastanza audace da farmi coinvolgere da affari che per me non hanno senso o che non approvo.’’

‘’Non sei quindi contrario a fare cose che non ti interessano?’’

‘’Non posso negarlo! In ogni caso, se uscissi con te, non avrei più pace. Semplicemente non mi interessa rendere la mia vita più vivace e quindi attirare l’attenzione, tutto qui.’’

‘’E’ un peccato che tu sia così cocciuto, Nonomiya-kun…’’ disse, e poi fece silenzio.

Condividevamo quel silenzio insopportabile.

Persino le urla dei club sportivi del cortile sembravano assordanti nella silenziosa biblioteca, e potei sentire distintamente il fruscio della sua gonna quando Tsukimori incrociò le gambe dall’altro lato.

Il suo sguardo era vagamente perso nel vuoto, come se esitasse per qualche motivo.

Anche quei gesti comuni sembravano usciti dalla scena di un film, addolcendo il passare del tempo prima delle sue seguenti parole e salvandomi dalla noia.

Poi vidi le sue labbra muoversi delicatamente.

‘’ ―Se ti dicessi il motivo per cui ho scelto te, potresti valutare la mia richiesta?’’

Deglutii con forza. Nella mia immaginazione lei sarebbe andata dritta al punto dicendo che la ragione era il mio possesso della ricetta per l’omicidio.

Una risposta del genere sarebbe stata quantomeno assurda, ma visto che Tsukimori si era rivelata del tutto imprevedibile, non potevo più marchiarlo come impossibile. Il suo carattere nascosto era schietto, determinato, e straordinariamente acuto, soprattutto.

Quindi era questo il tipo di ragazza che ci stava provando con me. Non potevo far a meno di sospettare qualche tipo di fregatura nella sua richiesta di uscire con me.

‘’ ―Sicuramente più di adesso.’’ Risposi, scegliendo con cura le parole.

Avevo appena finito di pronunciare quelle parole che mi lanciò un’occhiata di sbieco e sorrise dispettosamente.

‘’Perchè mi piace il tuo aspetto. Sarebbe ancora meglio se tu non fossi così pedante.’’

La sua risposta mi lasciò così esterrefatto che ero sul punto di cadere a terra, ma non persi il mio contegno e lanciai il contrattacco.

‘’Che coincidenza. Anche io penso che tu non sia così male, tranne per la tua personalità.’’

‘’Saremmo una coppia perfetta quindi, non credi?’’

‘’In senso negativo si, certamente.’’

Il suo costante modo di fare come se tutto ciò fosse un gioco, mi aveva fatto tornare completamente lucido.

Sospettando ancora che Youko Tsukimori fosse una patricida, all’improvviso mi sentii estremamente stupido ed imbarazzato.

Indubbiamente, Tsukimori era una sfacciata ragazza, ma sapevo anche che non era assolutamente sciocca. Anche se avesse ipoteticamente considerato il padre come un pugno in un occhio, avrebbe certamente trovato altri modi più intelligenti per liberarsene senza dover ricorrere per forza all’omicidio.

Prima di tutto, può una persona che ha commesso un omicidio restare così composta? Senza dubbio era una ragazza particolare, ma non riuscivo a scorgere in lei neppure una traccia di oscurità o malizia.

D’un tratto―― qualcosa toccò la mia frangia. D’istinto indietreggiai con un salto.

‘’ ―Mi dispiace.’’

Con uno sguardo mi accorsi che Tsukimori si era alzata dalla sedia ed aveva allungato le sue armoniose pallide dita verso di me.

‘’I tuoi capelli sembravano così belli che avevo assolutamente voglia di toccarli.’’

Mi lanciò uno sguardo seducente, bello come il chiaro di luna.

 

―Un brivido mi percorse la schiena.

 

Per me, quella ragazza non sembrava provenire da questo mondo.

‘’Ti prego di pensarci seriamente,’’ disse Tsukimori dirigendosi verso l’uscita.

Quando mi passò accanto, i suoi capelli mi sfiorarono la guancia e lasciarono una scia di profumo di rose.

Sebbene mi fossi prefissato di sapere di più su di lei, adesso mi sembrava di capirla ancor meno di prima.

Mi ricordai di come Kamogawa l’avesse paragonata al vino.

Infatti.

Ero letteralmente intossicato dal profumo di Youko Tsukimori.

 

Gekkou – Capitolo 2 parte 2
Gekkou - Capitolo 4 / parte 1

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