Gekkou – Capitolo 4 / parte 1

 

Nel Cafè

 

Tutto ad un tratto Tsukimori si presentò al mio banco e disse con un sorriso, caloroso come un raggio di sole che brilla fra le foglie degli alberi, e una voce tanto dolce e gentile da ricordarmi la brezza estiva:

‘’Allora andiamo, Nonomiya-kun?’’

Il tempo sembrò congelarsi dentro la classe. O perlomeno così fece la mia mente.

Ognuno abbandonò qualunque cosa stesse facendo in quel momento e spostò lo sguardo verso di noi. Usami fu la prima a spezzare quella sorta di immobilità.

‘’…eh? Youko-san? Stai andando dietro Nonomiya? Come mai? Eeh?’’

La confusione che le affollava la mente la rendeva molto simile a quella specie di automi che saltano fuori dagli orologi a cucù allo scoccare di ogni ora.

‘’Era tempo che avevo intenzione di dare un’occhiata al cafè dove lavora Nonomiya-kun, fin da quando ho sentito dire che è un posto davvero accogliente. E come sai, sono stata molto occupata ultimamente, per cui pensavo di alleviare tutta la stanchezza che ho accumulato davanti ad una buona tazza di tè. Beh, per questo ho chiesto proprio a Nonomiya-kun!’’

Tsukimori aveva senza alcun dubbio tenuto in conto che eravamo osservati dall’intera classe.

‘’E’ così, Nonomiya-kun?’’

Sapevo perfettamente che sarei stato io il bersaglio della seguente domanda.

‘’Già.’’

Così, in qualche modo riuscii anche a celare il mio disappunto.

‘’Forse dovrei venire con voi…’’

Quasi ebbi un black out a quella sua frase appena mormorata. Tsukimori, persino da sola, era già un problema enorme- ma non avrei mai potuto gestire entrambe allo stesso tempo.

‘’Non hai le attività del tuo club che ti aspettano?’’

Usami era nel club di pallavolo. Era dotata di una forza nelle braccia che non rispecchiava decisamente il suo fisico esile: le sue schiacciate facevano tentennare persino i ragazzi. Ricordo bene quanto fui sollevato di essere nella sua stessa squadra, dopo aver visto le sue schiacciate durante l’ora di educazione fisica.

‘’I-io posso saltarle!’’

‘’Non farlo. Non hai detto giusto poco tempo fa che sei sulla strada per diventare di ruolo in squadra? Sarebbe stupido saltare l’allenamento in un periodo così importante’’.

Usami strinse le labbra fino a farle diventare sottilissime e brontolò scrollando leggermente le spalle.

‘’Ci andremo insieme un altro giorno, Chizuru. Oggi memorizzerò per te dove si trova il cafè. Okay?’’

Tsukimori la ammonì delicatamente, come un’amorevole sorella, e Usami annuì obbediente. ‘’Okay.’’

Un problema era risolto. Mi concentrai per sbarazzarmi di quello rimanente.

‘’Verresti da sola, giusto? Perché se tutti quanti volessero venire dovrei rifiutare, per evitare di creare guai al cafè.’’

Era ovviamente un’imbeccata. Precisai a Tsukimori che avrei accettato solo se avesse rispettato quella condizione.

‘’Non preoccuparti, i nostri compagni sono così gentili, non creerebbero mai problemi del genere,’’ mi assicurò con un sorriso da gentildonna, ‘’Ci vediamo domani, ciao a tutti.’’

Agitò con grazia la mano, salutando tutti i compagni.

Avrebbero abboccato a quella occasione senza alcun dubbio. I ragazzi, tra cui Kamogawa, e le ragazze, che ammiravano Tsukimori, mostrarono la loro delusione senza remore. Ma nessuno avrebbe mai anche solo pensato di tradire la fiducia dell’angelica Youko Tsukimori.

Ma, allo stesso modo, non ero stato comunque in grado di fare qualcosa per evitare la situazione che lei aveva creato. Non avevo scelta se non averci a che fare, seppur controvoglia.

 

 

Tsukimori avanzò con passo leggero verso il cancello principale.

‘’Che cosa hai in mente?’’ chiesi alle sue spalle, senza preoccuparmi di nascondere il mio malumore.

Tsukimori si girò, facendo ondeggiare al vento i suoi lunghi capelli.

‘’Sono davvero curiosa di vedere il cafè dove lavori,’’ disse senza perdere il suo buonumore.

‘’Rispondimi! Lo sai che non mi piace essere al centro dell’attenzione.’’

‘’Ed è proprio per questo che ho evitato di creare un putiferio, non ti pare?’’

‘’Non cambia il fatto che abbiamo attirato l’attenzione.’’

‘’Beh, che peccato.’’

‘’E di chi sarebbe la colpa…?’’ ero profondamente irritato dal suo comportamento del tutto impassibile. ‘’Chi ti ha detto che lavoro in un cafè, comunque?’’

‘’Ne ho sentito parlare qui e là!’’

‘’Non mentire.’’

Tutti sapevano che svolgessi un lavoro part-time da qualche parte, ma non avevo mai detto a nessuno nell’intera scuola che fosse proprio un cafè.

‘’A cosa stai mirando?’’

‘’Chi credi che io sia, Nonomiya-kun? Non è così strano che ognuno voglia sapere tutto della persona nel proprio cuore, no? Questo è ciò che si intende per ‘cuore puro’.’’

‘’E tu saresti la ragazza pura? Ridicolo. Lascia che ti riveli qualcosa: non sei neanche lontanamente simile al tipo di ragazza di cui stai parlando.’’

Sogghignai.

‘’Sai, sembrare così matura può essere davvero una seccatura a volte. Sono solo una ragazza di 17 anni in fondo. Inoltre, ho da poco perso mio padre, quindi credo che dovresti essere più gentile con me, Nonomiya-kun,’’ Tsukimori mise il broncio. Mi stupii che fosse capace di fare anche espressioni così infantili.

Ma niente più di questo. Di certo mi dispiaceva per lei ma, alla fin fine, non erano affari miei.

‘’Ci vediamo domani.’’

Accelerai il passo e misi una certa distanza tra noi.

‘’Dove stai andando? Quello è il cancello posteriore.’’

‘’Diversamente da te, io vengo in bicicletta, non con il treno. Se riesci a starmi dietro, forse potrei prendermi il disturbo di farti strada al cafè.’’ dissi con tono volutamente glaciale. Non avevo intenzione di piegarmi alle volontà altrui. E mi interessava ancor meno far entrare qualcuno nel mio territorio senza autorizzazione.

‘’Si, facciamo così. Spero solo che non mi faccia male il posteriore, ma va bene, avrei sempre voluto farlo, una volta o l’altra.’’

Comunque, Tsukimori era persino meno innocua di quanto mi aspettassi. Prima che me ne accorgessi, mi raggiunse camminando al mio fianco.

‘’…che stai pensando?’’

‘’Ho sempre voluto provare questa cosa! Stare in due sulla bicicletta.’’

‘’Quando ho mi detto una cosa simile?’’

‘’Non preoccuparti. Non dovrei essere troppo pesante.’’

‘’Non era questa la domanda.’’

Ero indispettito. Visto che non mostrava segni di cedimento, a mia volta decisi di non trattenermi.

‘’Riconosco che dovrei essere un po’ più gentile con te perché hai appena perso tuo padre. Ma non intendo ballare secondo le tue preferenze come fanno gli altri, neanche per sogno. Non tutti sono cortesi a prescindere, tienilo a mente. Ora che conosco anche la tua vera natura, in aggiunta, potrei comunque provare una certa pietà, ma non sono assolutamente favorevole al tuo comportamento’’ replicai.

‘’Mmm! E’ proprio questo il Nonomiya-kun che preferisco,’’ Tsukimori annuì con decisione, facendo un’espressione piuttosto soddisfatta. ‘’Adoro questo modo di fare sfacciato.’’

Le mie parole aveva avuto l’effetto contrario. Dette per allontanarla, la avevano senza volere attratta ancor più di prima.

Notando la mia perdita temporanea della parola, lei mi mostrò il suo occasionale sorrisone da sorella maggiore.

‘’Non mi darai neppure una chance? Ripensandoci mi sono accorta che la mia dichiarazione di ieri era precipitosa! Proprio come tu non sai chi io sia in realtà, così anche io non ti conosco davvero. Penso che sarebbe utile per entrambi conoscerci più a fondo. Non è troppo tardi per prendere una decisione dopo esserci conosciuti un po’ meglio, non credi?’’

Il suo ragionamento non era sbagliato.

Ma ripensando a quello che era successo in precedenza, mi era impossibile credere alle sue parole ciecamente.

Scrutai nei suoi occhi.

 

Cosa stava pensando?

 

Non evitò neppure per un secondo il mio sguardo. Nei suoi grandi occhi a mandorla potevo vedere il mio stesso riflesso.

Fui io a cedere per primo. Abbandonai il suo sguardo e montai in sella alla bici.

‘’-Sali.’’

‘’Grazie!’’

Sentii la sua voce entusiasta.

Una volta salita sul retro della bicicletta, partii. Era leggera, proprio come aveva detto.

‘’Promettimi che non farai nient’altro per oggi per mettermi in risalto.’’

‘’Farò del mio meglio.’’

‘’No, non solo del tuo meglio. Promettilo.’’

‘’Nonomiya-kun, il vento è così piacevole. Andare in due sulla bici è anche meglio di quanto sperassi.’’

Sbirciai il nostro riflesso in una vetrina lungo la strada. Tsukimori teneva la gonna abbassata con la mano destra, mentre col braccio sinistro si stringeva a me, sorridendo in modo stupefacente mentre guardava il paesaggio passarci accanto.

Incapace di discutere oltre con una ragazza che mi aveva affidato la sua incolumità, risposi solamente: ‘’…Beata te.’’

Continuai a guidare la bicicletta mentre sfogavo tutto il mio disappunto e il malcontento inespressi nelle pedalate.

Che sia per invidia o per gelosia, sentii distintamente sguardi intensi provenire dagli altri studenti in ritorno verso casa. Era chiaro di chi fosse la colpa, visto che non mi era mai successo nulla di simile pedalando da solo.

Ero sulla bici insieme a Youko Tsukimori, dietro di me.

Era decisamente uno di quei dolci momenti che è giusto annoverare tra i bei ricordi dell’adolescenza. Io, nel bel mezzo di questo periodo della mia vita, avrei probabilmente dovuto essere orgoglioso di me stesso per l’invidia che stavo suscitando negli altri.

A dire il vero, ero abbastanza orgoglioso di quell’aria di superiorità data dal fatto che nessun’altro poteva vantare una presenza tanto nobile quanto quella di Tsukimori sul retro della propria bicicletta.

Beh, tutto questo durò giusto il tempo di ricordarmi della sua personalità contorta e della ricetta per l’omicidio.

Durante le seguenti ore mi sarei decisamente trasformato nel suo giocattolo, per cui dovevo essere mentalmente preparato.

Avevo accettato la richiesta di Tsukimori. La ragione era molto semplice: ero interessato a lei.

Oltre a questo, chiamiamola una mia caratteristica o solo una preferenza: mi intrigavano quelle emozionanti conversazioni che intrattenevo con lei.

 

Gekkou - Capitolo 3

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