No Game No Life – Capitolo 1 parte 3

 

Tornando con la mente al presente, Sora mormorò-

‘’Dieci Comandamenti– mmm. Shiro, te li ricordi?’’

‘’…mhmh. Regole…interessanti.’’

Rispose la sorella mezza addormentata.

Presa una bella batosta, i banditi furono costretti a spiegare loro le regole di questo mondo.

Lui tirò fuori il suo telefono, dove li aveva annotati, e li rilesse.

I Dieci Comandamenti-. A quanto pare erano regole incontrovertibili stabilite dal Dio di quel mondo. La sorella li aveva memorizzati facilmente, ma erano anche stati scritti sul telefono del fratello:

 

 

  1. In questo mondo, ogni scontro fisico, guerra o saccheggio è proibito.

 

  1. Tutti i conflitti devono essere stabiliti con la vittoria o la sconfitta per mezzo di giochi.

 

  1. I giochi devono essere condotti secondo le scommesse che entrambe le parti decidono di puntare, di egual valore.

 

  1. Fintanto che non entrino in conflitto con il terzo comandamento, qualsiasi gioco o scommessa sono accettabili.

 

  1. La parte sfidata ha il diritto di scegliere il gioco.

 

  1. Le scommesse fatte sotto giuramento dei Comandamenti sono inevitabilmente vincolanti.

 

  1. Per i conflitti tra gruppi deve essere nominato un rappresentante unico.

 

  1. Se si viene colti ad imbrogliare durante un gioco, verrà dichiarata automaticamente come sconfitta.

 

  1. Tutte le precedenti regole devono essere assolute e immutabili, in nome di Dio.

 

‘’E 10- ‘Divertiamoci tutti insieme’…’’

 

-…

‘’Sembra quasi che finiscano con il nono, ma poi c’è il decimo…’’

Suonava come se il divertirsi non fosse obbligatorio. O forse più simile a: ‘Non che mi aspetti che voi idioti siate capaci di divertirvi tutti insieme’.

Queste regole così ironiche ricordavano proprio il viso di quel Dio, o chiunque fosse, il quale dava esattamente l’idea di divertirsi, almeno lui.

‘’Quel ragazzino che ci ha portati in questo mondo- se davvero è Dio, deve essere un personaggio dei buoni.’’

Ripose il telefono in tasca e sorrise tra sé. Non appena si sdraiò sul letto e cominciò a pensare… la fatica gli crollò addosso in un sol colpo, e la sua mente divenne offuscata ed i pensieri si fecero confusi.

‘’…A pensarci bene, è normale sentirsi così: dopo 5 giorni senza sonno ritrovarsi anche in questa situazione…’’

‘’…Fiuu…’’

Accanto al fratello che parlottava ancora, Shiro si aggrappò al suo braccio, col respiro ormai tranquillo di chi è già nel mondo dei sogni.

Sotto i capelli che le ricadevano morbidamente sul viso, la sua pelle bianca come porcellana la faceva sembrare una piccola opera d’arte.

Vedendo quella piccola tanto simile a una bambola, sembrava quasi uno scherzo il fatto che fossero fratello e sorella.

‘’-Quante volte devo dirti di coprirti quando dormi… Prenderai il raffreddore.’’

‘’…Mhmh.’’

Quel vago mugolio era il modo per la sorellina di chiedere al fratello una coperta.

Il ragazzo esitò a posarle addosso la coperta che odorava di vecchio, ma era sicuramente meglio di nulla. Guardando il viso addormentato della sorella e sentendo il suo delicato respiro, pensò:

Chissà cosa faremo da qui in poi…

Quindi Sora tirò fuori il telefono e cominciò a trafficare con esso. Controllò le app, in caso ce ne fosse qualcuna che avrebbe potuto tornare utile, e poi gli affiorò alla mente un pensiero:

-Nelle storie in cui le persone viaggiano tra i mondi, la prima cosa di cui si preoccupano è il come poter tornare a casa…

-I suoi genitori non c’erano più.

-Sua sorella non veniva accettata dalla società.

-Lui stesso non aveva mai potuto accettare la società.

-In quel mondo, non c’era posto per lui, se non nella realtà virtuale.

‘’…Hey. Mi chiedo perché mai, quando il protagonista viene spedito in un altro mondo, cerchi sempre un modo per tornare nel proprio.’’

Sapendo che la sorellina era ormai addormentata, non si preoccupò di pronunciare a voce quella frase, ma, come previsto, non ci fu alcuna risposta. Cosa avrebbero fatto dopo i quattro giorni da passare nella locanda? Cercò di pensare al problema-  ma, prima di trovare una qualsiasi soluzione, il sonno fermò il corso dei suoi pensieri.

 

 

*toc toc*

Bastò un leggero bussare alla porta per svegliarlo- a causa dei nervi scoperti per via del mondo sconosciuto in cui si trovava.

Sora fece tacere il suo istinto di tornare a dormire, e poi riattivò completamente gli ingranaggi del cervello.

‘’…Nyaaa∼.’’

-Ma sua sorella fece esattamente il contrario.

Un rivolo di saliva scendeva al lato della sua bocca ed era ancora stretta saldamente al braccio del fratello, ancora addormentata.

Con quel faccino così confortante, chiunque avrebbe invidiato chi aveva la fortuna di poter ammirare quell’espressione sognante.

‘’Ah già, in questo mondo, uccidere, rubare o cose simili sono proibite…’’

Il che voleva dire- nessun bisogno di essere continuamente all’erta.

Sora, cominciando ad adattarsi alla realtà di quel mondo, rivolse un sorriso ironico alla sorellina, beatamente addormentata e con quell’aria così pacifica.

‘’Sul serio, il mio ritmo di adattamento non riesce minimamente a stare al passo della sua mente…’’

*toc toc*

Sentendo bussare di nuovo, Sora rispose.

‘’Ah- arrivo, arrivo. Chi è?’’

‘’Sono Stephanie Dola. Vorrei parlarti di una cosa riguardo quello che è accaduto oggi…’’

…Stephanie…Ah..!

Controllando sul telefono, il ragazzo ritrovò la foto scattata prima.

Ritraeva la ragazza dai capelli rossi e gli occhi blu, dall’aspetto nobile.

Si, il pub al piano terra era anche una delle sedi in cui giocare per contendersi il titolo di sovrano.

‘’Ah, arrivo. Sto aprendo.’’

‘’….miwuu…’’

‘’-Sorellina mia, non potrei chiedere di più che averti così vicina a me, ma non è che mi lasceresti un attimo il braccio? Altrimenti non posso aprire la porta.’’

‘’….?…Mh?’’

Shiro era ancora in dormiveglia, ma lasciò andare il braccio del fratello.

Trascinandosi pesantemente fuori dal letto, Sora si avviò alla porta, passando sulle assi di legno scricchiolanti.

Appena fuori dalla porta c’era una figura piuttosto diversa da quella ritratta nella foto sul telefono: una Stephanie che evidentemente aveva subito un brutto colpo.

‘’-Potrei entrare?’’

‘’Ah. Mmm, ok.’’

Con questi pochi cenni fu invitata dunque ad entrare nella stanza.

Sora prese la sedia dall’angolo e si sedette, visto che sul letto la sorellina continuava a rigirarsi continuamente nel sonno.

La prima a parlare fu Stephanie.

‘’…Cosa succede?’’

‘’-Che? Ah, fammi spiegare, siamo solo fratello e sorella, non è quello che-‘’

‘’…buhh…scaricata dal mio fratellone…’’

-Correzione.

Solo apparentemente mezza addormentata, Shiro, ancora in fase di sonno all’ 80%, si poggiò con più decisione alla schiena del fratello.

Pur non conoscendo le regole del buonsenso di quel luogo, immaginavano comunque di doversi spiegare.

‘’C’è qualcosa di male? Io sono Sora. Non ho una ragazza dal numero di anni in cui sono al mondo, e al momento sono proprio alla ricerca♪’’

‘’…Non mi sembra importante…’’

Ma Stephanie ignorò completamente il senso di questa frase e proseguì, debolmente.

‘’Parlando di cose serie, vorrei chiederti qualcosa riguardo quello che è accaduto quest’oggi.’’

Oggi-oggi. Uhm… Cosa è successo oggi?

E a proposito, che ore sono? Non si vede il sole filtrare dalle finestre-

Gettando un’occhiata al telefono, vide che erano passate 4 ore da quando si erano addormentati: non avevano dormito più di così, quindi.

‘’Oggi, quando mi hai sfiorato le spalle, hai detto qualcosa del tipo ‘Non ti accorgi di essere stata imbrogliata?’.’’

Proprio quando Shiro era intenta a borbottare cose senza senso, forse riguardo la conversazione in corso, chiuse gli occhi e parlò.

‘’…Quindi…hai perso davvero?’’

Stephanie era piuttosto turbata dall’atteggiamento della ragazzina.

‘’-Si…..Si, hai ragione, HO PERSO! Ed ora è tutto finito!’’

Sora si coprì le orecchie per attutire le urla di Stephanie, che era improvvisamente balzata in piedi.

‘’Ah- i rumori mi rimbalzano per tutta la testa per la carenza di sonno; per favore, evita di gridare così forte…’’

Le aveva rivolto solo una piccola e semplice richiesta, ma evidentemente le era entrata da un orecchio ed uscita dall’altro, visto che esplose in uno scatto d’ira del genere ‘fuoco e fiamme’, accompagnato per giunta da uno sbattere con forza la sua borsa sul tavolo; per non parlare del tono di voce che diveniva sempre più acuto.

‘’Visto che sapevi che l’avversaria stava barando, non credi che avresti fatto meglio ad esporre l’imbroglio davanti a tutti?! Avrei vinto se tu avessi mostrato come stavano le cose!’’

Sora allora si ricordò ciò che aveva letto appena prima di dormire, e disse.

‘’Eh…… Ottavo dei Dieci Comandamenti: se si viene colti a barare durante un gioco, si verrà automaticamente dichiarati sconfitti.’’

In pratica, vinci solo se sei certo di essere stato imbrogliato. Ma lei non aveva capito che- senza alcuna prova, la persona che bara non sarà dichiarata sconfitta.

‘’Ho perso grazie a te! Arghhhh, ed ora sono anche fuori dai giochi nella corsa per il trono!’’

‘’…..Quindi….’’

Shiro disse ancora assonnata e con la voce impastata.

‘’…..Quindi hai perso…..e non lo accetti…..per cui sei venuta qui….. per sfogarti?’’

Ascoltando le brusche e sfacciate parole di Shiro, la pressione sanguigna che stava per schizzare alle stelle costrinse Stephanie a serrare i denti.

‘’Ah̴sorellina mia, forse è meglio non gettare olio sul fuoco mentre ancora fingi di dormire, no?’’

‘’….uff…perché….lo hai detto?’’

‘’Ti sei svegliata appena ho detto ‘alla ricerca di una ragazza’…. E ti ricordo che non abbiamo alcun amico qui, per cuuui… sarebbe proprio il caso di essere più socievoli-‘’

-Ma.

Sora si interruppe all’istante.

Un’idea gli si formò nella testa.

Probabilmente, vedendo quell’idea prendere forma nella mente del fratello, Shiro si fece silenziosa.

Al contrario Sora, cambiando completamente approccio, disse con un sorriso beffardo.

‘’-Però, quello che ha detto mia sorella è pur sempre vero. Le persone che perdono sempre sono prevedibili.’’

‘’…Che hai detto?’’

Stephanie, scioccata, spalancò la bocca come un pesce.

Ma Sora ignorò la sua espressione stupefatta, e usando volutamente uno sguardo lascivo, squadrò la ragazza dalla testa ai piedi, ripetutamente.

Esattamente come ogni ragazza di un mondo fantasy che si rispetti indossava uno svolazzante abito pieno di merletti.

Gli occhi di Sora sembravano quasi assaporare il suo corpo, osservando le sue forme evidenti ed impossibili da celare anche sotto quell’ampio vestito.

Cercando le parole giuste per spiazzare la ragazza- Sora disse.

‘’Non sei stata capace di scoprire quel suo evidente inganno ed ora corri qui a fare i capricci… ti arrabbi persino con una bambina che colpisce nel segno- sei proprio una babbea. E se davvero sei la discendente di quel vecchio e sciocco re, presumo che il fallimento per te non sia una novità.’’

 

 

 

No Game No Life – Capitolo 1 parte 2
No Game No Life – Capitolo 1 parte 4

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