No Game No Life – Capitolo 1 parte 5

 

…………………

…..Ci fu un lungo silenzio.

La prima a rompere il momento d’imbarazzo, quella che era rimasta in silenzio per tutto il tempo, fu Shiro, che aveva osservato il tutto da dietro le quinte.

‘’…..Ehm, fratellone?’’

‘’Hehehe, cosa c’è, mia piccola sorellina? Il mio piano era così perfetto che ti ha lasciata senza parole?’’

Non aveva minimamente compreso le intenzioni della sorellina, ed era ancora sotto effetto della sua perfetta pianificazione.

 

  1. ‘Secondo i comandamenti’, la scommessa va inevitabilmente rispettata.

 

E considerando anche il 9° Comandamento- per ordine di Dio stesso, ciò non può essere intralciato in alcun modo.

Beh, naturalmente contando anche il libero arbitrio personale!

Ma-

‘’…..Che…..sta…succedendo…?’’

Di fronte alla sorella, che continuava a guardarlo senza parole, anche Sora fece un’espressione stupita, come se non capisse a sua volta.

‘’Ehy, è davvero uno shock che tu non capisca questa cosa, mia cara sorellina. Non si dice forse che ‘l’amore è cieco’? Se in totale accordo con i Comandamenti, lei adesso dovrebbe dedicarsi totalmente a me, no? Alloggio, soldi, persino una dote ci potrebbe stare… non è forse il modo perfetto per prendere tre piccioni con una fava♪?’’

Così disse Sora, chiedendosi perché mai la sorella non capisse questa cosa, nonostante la sua sconfinata intelligenza.

Shiro mormorò piano.

‘’…..’Diventa una mia proprietà’…. Non sarebbe stato…meglio?’’

‘’―Eh?’’

‘’…..In quel modo…..tu….avresti tutto.’’

‘’―Eh, ah. Ehhhhh?’’

Sora rimase stordito per un istante. E subito dopo il suo cervello cominciò a lavorare a velocità massima.

Se la sorella avesse avuto ragione, l’ordine diventa una mia proprietà…

Se una cosa appartiene ad una mia proprietà, automaticamente è mia―

‘’Ah, eh? In quel modo non sarebbe molto più semplice…eh?’’

(Perché non ci ho pensato io―?)

Non avrebbe dovuto dirlo.

Le decisioni fino a quel momento erano state prese da lui stesso, quindi perché mai Sora, che aveva sempre detto di avere quello che serviva in questi casi, avrebbe fatto questo…?

‘’……Fratellone…..hai fatto confusione… per colpa dei tuoi sentimenti?’’

‘’―Ahhhh…’’

Shiro― lo guardò gelidamente con gli occhi a fessura, e non perché fosse assonnata.

‘’AHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!’’

Sora urlò e si prese la testa fra le mani.

‘’Io, io in realtà… sono davvero così!? E’ così allora― ho perso un’occasione del genere e quindi non avrò mai una ragazza?! E’ stato il mio senso di inferiorità per il non aver avuto mai una ragazza che mi ha annebbiato la mente all’ultimo secondo!? No, im-impossibile….. come ho potuto, io, fare un errore così stupido―’’

Impossibile.

Per una delle due parti di 『     』commettere un errore del genere― Sora aveva la testa nel pallone.

Come se fosse scontenta di qualcosa, Shiro proseguì con un tono freddo.

‘’….Fratello…. avevi detto… di non aver bisogno di una ragazza….. che finché avessi avessi avuto me vicino…. Ti sarebbe bastato…..’’

‘’Ho straparlato!! Ahhhhhhhhhh! Mi dispiace da morire, ahhhhhhhhhhhh!’’

Con la sorellina imbronciata sul letto, Sora si inginocchiò ai suoi piedi, come un seguace di qualche culto, e si scusò.

‘’Non…non posso proprio fare certe cose con la mia sorellina!!! Hai solo 11 anni! Se facessi qualcosa mi spedirebbero dritto in prigione! E alla mia età questo tipo di desideri sono più che naturali―’’

Sora, che stava mettendo su un mare di scuse. Shiro, che lo guardava con uno sguardo di ghiaccio.

E in più.

‘’―’’

Dopo l’assurda richiesta di innamorarsi di lui, Stephanie era stata lasciata del tutto da parte ed ora se ne stava con la testa bassa, tremante.

Si. Proprio come Sora aveva detto, non era assolutamente possibile sfuggire ai Comandamenti. Erano la legge assoluta di quel mondo.

Ma― le sue guance erano in fiamme, e il battito del cuore che correva impazzito era impossibile da controllare.

Il fatto che Sora la stesse ignorando per parlare con la sorella la turbava.

―Anche se queste erano le regole di questo mondo…

No.

A causa di questo uomo.

Di questo ragazzo.

―Lei si sentiva davvero ― ‘gelosa’―!

‘’Non posso permetterloooooooo!’’

‘’Hey, mi hai spaventato!’’

Con la forza nata dalla sua rabbia, Stephanie riuscì infine a gridare.

Decisa a combattere il sentimento involontario, fissò Sora― ma.

‘’ ―He-heyyy!’’

Quando i loro occhi si incontrarono il suo battito accelerò all’improvviso e il suo viso si fece bollente.

‘’Ch-che, che che che tipo di banale richiesta sarebbe questa?! Come osi giocare con i sentimenti di una signorina!?’’

Per cercare di evitare questo effetto nel guardarlo, Stephanie spostò lo sguardo e urlò.

Ma nonostante il suo atteggiamento fosse aggressivo, mancava un tantino di slancio.

‘’Ah, questo… riguardo a questo…..’’

Sora si morse l’interno delle guance, e a sua volta volse lo sguardo altrove, con un’espressione imabarazzata sul volto.

Si era prefissato un certo tipo di sviluppo, ma a causa del suo madornale errore, alcuni degli obiettivi prefissati non erano più raggiungibili e Sora non poteva fare a meno di preoccuparsi.

‘’Questo, riguardo a questo, Shiro? Cosa dovrei fare?’’

‘’…..Io….non lo so…..’’

‘’Ugh…..’’

Mettendo da parte l’orgoglio chiese aiuto alla sorellina, per poi essere liquidato freddamente―

‘’Che rottura… *coff coff*!’’

Pazienza. Sora, che aveva finalmente le idee chiare, diede un colpo di tosse.

Decise di fare come se l’errore commesso non avesse mai avuto luogo.

Sentendosi un po’ meglio, non trattenne una risatina.

‘’La definizione di ‘banale’ dipende da persona a persona. Come quando prendi un solo boccone di dessert, ma quel boccone era in realtà il dolce intero….’’

Ormai forse tornato alla normalità, Sora disse questo come niente fosse.

‘’Questo, questo non è un imbroglio…?!’’

Ma, Stephanie non era d’accordo e non volendo accettare la sua interpretazione replicò con forza.

―Il suono della voce di Sora che le arrivava alle orecchie la faceva sentire in imbarazzo.

Anche se sperava davvero che lui chiudesse la bocca, in realtà il problema era che allo stesso tempo voleva continuare ad ascoltarlo.

Con una richiesta di una spiegazione usata come scusa per continuare a sentirlo, la ragazza represse il conflitto che imperversava nel suo cuore e rispose a tono.

Senza la minima idea su come affrontare i sentimenti ingarbugliati dentro il cuore di Stephanie (né avendo una ragione per farlo), Sora (18 anni, vergine) si rilassò.

E, quasi a rimarcare uno sbaglio infantile, puntò il dito verso la ragazza.

‘’Ecco, proprio così. Eri attenta al contenuto del gioco, ma hai ignorato la premessa. E così non va, senza avere una richiesta specifica… ad esempio, anche se un allarmista sottolinea l’aver ascoltato bene le condizioni per vincere, a volte la concentrazione si perde comunque, capito̴’’

―Dopotutto, lo scopo di questo gioco era il pareggio.

Questo era quello che Stephanie aveva sempre pensato.

Ma non era abbastanza, c’era molto ancora a cui pensare e che non aveva neppure valutato.

Sia che lui avesse vinto, sia che avesse perso― i rischi per Stephanie erano gli stessi.

E questa era la vera chiave del gioco― in pratica―

‘’Tu, tu― imbroglione!’’

Si, il cosiddetto imbroglio.

C’era però un buon motivo per le urla di Stephanie, in ogni caso.

‘’Ohiohi, quello che hai detto è davvero troppo̴ la colpa è solo di chi si fa imbrogliare̴’’

‘’Qu-questo è proprio quello che direbbe un imbroglione!’’

Di fronte a Stephanie, le cui proteste non facevano che accumularsi, e a quella confusione, Shiro si sentì in dovere di parlare.

‘’….Secondo i 10 Comandamenti…. Terzo nei giochi… le scommesse avverranno in base a quello che i contendenti giudicheranno essere di egual valore.’’

Poiché finalmente la sorella era dalla sua parte, Sora continuò, su di giri.

‘’Esatto! Il punto cruciale è ‘di egual valore’. E poi anche Quarto: per quanto non contrasti il Terzo, il gioco e la posta scelta sono liberi― il che significa…?’’

Contando sulle dita, Shiro rispose.

‘’….Vita…..diritti umani…. Possono essere scommessi….’’

‘’Proprio così♪ Per cui vuol dire che una volta scelta la posta, il gioco è già iniziato.’’

Come se spiegassero a Stephanie, le loro voci pervadevano la stanza.

Shiro aggiunse.

‘’…..Ma…. non era necessario….. scommettere anche sui sentimenti.’’

‘’Non è così! L’ho fatto per confermare che persino il libero arbitrio e la resistenza  possono essere dominati―’’

‘’…..Fratellone.’’

‘’Scusa.’’

A quanto pare, la tattica ’facciamo come se l’errore fatto non fosse mai successo’ non funzionava affatto con la sua piccola sorellina.

‘’Ma, ma―! Usare questo tipo di imbroglio―!’’

Costringerla con l’inganno a scegliere chi sarebbe stato il suo primo amore―

Stephanie, che rispose in lacrime, avrebbe voluto muovere gravi accuse verso di lui.

Ma-

‘’…..Sesto dei 10 Comandamenti…. La scommessa….. sarà onorata incondizionatamente…..’’

La ragazzina undicenne― con gli occhi colmi di compassione e calma, scagliò il colpo finale.

‘’…..Dimenticando così a cuor leggero il contenuto della premessa….. cadere nella provocazione… hai fatto tutto da sola.’’

Quinto: la parte sfidata ha diritto di scegliere il gioco.

Stephanie aveva pieno diritto di rifiutare il gioco, e anche quello di cambiarne le regole a suo piacimento.

Quella che aveva rinunciato a questi diritti, che aveva offerto le condizioni della scommessa, e infine accettato il gioco non era altri che―

‘’ ―Ugh….’’’

―Era proprio Stephanie stessa.

Forse senza altro da dire, la ragazza cadde seduta a terra.

In effetti, i Comandamenti nominati― stavano avendo effetto su Stephanie.

Questi Comandamenti erano legittimamente riconosciuti in tutto il suo mondo, per ogni gioco.

Non importa cosa lei dicesse, oramai aveva perso, e la scommessa era già in atto.

‘’Allora, possiamo dire che tu abbia accettato la cosa, Stephanie?’’

‘’ ―Ugh….. tu….!’’

Stupidaggini! Questo avrebbe volute dire in realtà.

―Ma i suoi sentimenti non le permettevano di farlo.

E non solo: una dolce sensazione le aveva raggiunto il cuore non appena si era sentita chiamare per nome―

‘’ ―Ugh― Perché mi sta succedendo tutto questooooo!’’

Con un fuoco interno che non poteva trovare sfogo, Stephanie si mise in ginocchio e cominciò a picchiare ripetutamente la testa sul pavimento.

‘’Hey― ti-ti senti bene!?’’

‘’Ti sembra che io stia bene!?’’

Cercando di ignorare il dolore proveniente dalla sua fronte che si gonfiava, Stephanie fissò Sora, il che lo fece sentire piccolo piccolo. Comunque.

‘’No, non sto bene. M-ma ho vinto la scommessa, quindi― posso farti una richiesta?’’

Richiesta―

Si… in fin dei conti l’intento di Sora non era quello di farla innamorare di sé, ma quello che avrebbe ricavato da ciò.

Stephanie allora ricordò cosa lui aveva detto in precedenza, che l’amore avrebbe implicato la sua devozione.

In ogni caso― aspetta un attimo, Stephanie.

La richiesta di Sora era stata ‘innamorati di me’.

Non ‘esegui i miei ordini’, giusto?

In poche parole, non aveva nessun obbligo di accettare e soddisfare le sue richieste.

‘’Bene…. Hehehe, sembra proprio che tu abbia fatto male i tuoi calcoli…..’’

Una volta capito ciò, tutto il resto era molto semplice.

Non importa quali richieste le venissero fatte, e bastava rispondere NO! e tutto sarebbe andato liscio.

Non è forse una soluzione perfetta…!?

‘’Okay. Prima di tutto, visto che ‘Stephanie’ è troppo lungo, posso chiamarti Steph?’’

‘’Mh? Ah okay, non c’è alcun problema♪― ahh!’’

―Ottenuto il nuovo soprannome, Steph sorrise e annuì.

La risoluzione e la razionalità di rifiutare ogni richiesta risalente a due secondi prima, erano già scomparse.

La signorina intontita dall’amore che non poteva evitare di arrossire se chiamata con un soprannome―

‘’Nu-noo, nom, nome, non c’è nieeente di cui preoccuparsi… sul darmi… darmi un soprannome….! Il nome non è importante! Uhm uhm, eh già! E dopo di questo andrà tutto bene se non avvetterò nessun’altra richiesta!’’

Ma Steph, che provava in ogni modo a convincersi, non aveva ancora realizzato.

Se fosse scappata di corsa da quella stanza, non avrebbe più avuto problemi.

Quindi è chiaro― che inconsciamente desiderava restare vicino a Sora…

‘’Uhm, bene, sarebbe fantastico se mi chiamassi Sora. Steph, tu fai parte della casata reale, giusto?’’

―Ecco qua.

Giusto, se l’intento era di farsi mantenere, avrebbe chiesto soldi, vitto e alloggio.

Stava facendo così per ottenere quelle cose.

In ogni caso, le richieste che stava per fare non erano vincolate alla scommessa, e quindi Steph non era tenuta ad esaudirle.

Hehe, Steph rise dentro di sé.

Se Sora avesse chiesto qualcosa, avrebbe potuto semplicemente dire ‘Mi rifiuto!’.

Che questo imbroglione si tenga la sua sconfitta― e la sua espressione sarà impagabile quando succederà.

Con le battute già pronte nella mente, Steph attese le richieste del ragazzo.

‘’In tal caso, la tua casa sarà davvero spaziosa. Potremmo stare da te per un po’?’’

‘’ ―Ah, okay, nessun problema♥’’

―……

Eh?

‘’Eh ehhhhh? Perchè? Mhh?’’

Steph cadde nello sconforto totale perchè non aveva idea del motivo per cui aveva detto in quel modo.

Comunque il viso del ragazzo aveva un’espressione così fiera che lei sentì quasi arrivare un’epistassi, e che le fece ripensare alle parole di Sora.

‘Potremmo stare da te’―

Il che significava stare insieme.

Convivenza…. Ossia un uomo e una donna che vivono insieme.

La possibilità di stare insieme.

Quindi… insieme nel letto, nel bagno e tutto il resto da condividere―

‘’Ah, ah, ahhhhhhhhhhhhhhhh, non va bene! Non va proprio bene! Non si può!’’

Guardando Steph continuare a sbattere la testa contro la parete di legno con un *dong dong dong*― Sora, che era terrorizzato, chiese.

‘’Uh, uhm, come posso dire… anche se la situazione è parecchio strana… possiamo?’’

‘’Come potrebbe andare bene! ―ahhh….. non c’è più niente da fare…..’’

Steph alzo gli occhi al soffitto e si lasciò andare in una risata vuota.

―Già, Sora aveva fatto un enorme errore.

Facendo richieste senza alcun obbligo forzato.

Ma la sua età equivaleva esattamente a quanto tempo aveva passato senza avere una ragazza.

Non riusciva a capire Steph perché lei stava sperimentando il suo primo amore.

Storicamente, l’amore era una delle ragioni per cui il mondo andava a rotoli.

―E tutto ciò è così assurdo.

 

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