No Game No Life – Prologo Parte 3

[…]

 

La vittoria era dei fratelli.

‘’…’’

Dopo un lungo silenzio—

‘’Fuaaaaaaaah.’’

Presero entrambi un lungo respiro. Era come se la partita avesse fatto dimenticare loro di prendere aria. Dopo un secondo profondo sospiro i due scoppiarono a ridere.

‘’Incredibile… era da tanto… che non mi capitava una partita del genere.’’

‘’Haha, è la prima volta che ti vedo in difficoltà con un gioco così semplice, vero?’’

‘’…Fratellone, l’avversario è… davvero umano?’’

‘’Si, ne sono sicuro. Gli ci è voluto un bel po’ ogni volta che cercava di attirarti in qualche tranello per farti fare qualche mossa sbagliata, e quando non funzionava potevo quasi sentire una sorta di agitazione da parte sua. Sono certo che sia umano—oppure un ‘mostro’.’’

‘’…Mi chiedo che tipo sia.’’

La sorellina, campionessa indiscussa di quel gioco, capace di battere persino il programma di scacchi migliore del mondo, sembrava decisamente interessata.

‘’Sarà un grandmaster? I programmi sono precisi, ma in fondo un essere umano è molto più complesso.’’

‘’…Già… La prossima volta…vorrei giocare a…Shogi contro questo ‘Re Dragone’.’’

‘’Chissà se questo Re Dragone accetterebbe la sfida…? Scopriamolo!’’

Finita la partita, i due si sentivano decisamente felici e sorridevano contenti mentre chiacchieravano tra loro.

*riiing*

Improvvisamente, la notifica della mail suonò.

‘’Hey, forse è proprio una e-mail dello sfidante. Prova ad aprirla.’’

‘’…Un.’’

Ma la  e-mail conteneva una singola frase.

 

【Ben fatto.  Visto il vostro ingegno, sono sicuro che la vita per voi sia piuttosto difficile, eh?】

 

Con quell’unica frase,  sembrò calare il gelo su di loro, e sulle loro menti. Cadde il silenzio sull’intera stanza; solo le ventole del pc continuavano a ronzare. Un mare di cavi erano sparsi per tutto il pavimento, insieme a rifiuti e vestiti. Il tempo sembrava congelato in quella camera,  oscurata dalle tende che impedivano alla luce di entrare, e un senso di oppressione riempì l’aria. Isolati in quell’angusto spazio di sedici tatami. Questo era l’intero mondo dei due fratelli- tutto qui.

-Ricordi spiacevoli riaffiorarono nelle loro menti.

Il fratello maggiore: genio di natura nel percepire le intenzioni delle persone anche solo ascoltandole.

La sorella minore: capelli bianchi ed occhi rossi, di natura estremamente intelligente- ma anche incomprensibile agli occhi degli altri.

I due fratelli avevano serrato i loro cuori da quando i genitori erano venuti a mancare. Non importa quanto cercassero di ritrovare ricordi felici dal passato-

Era sempre la stessa storia.

La sorellina si rannicchiò silenziosamente.

Dopo questi fugaci pensieri, il fratello cominciò a battere sulla rabbiosamente sulla tastiera, in risposta.

 

【Non ti riguarda! E chi diavolo sei comunque?】

 

La risposta giunse all’istante. In realtà non si poteva definire proprio una risposta, poiché nell’ e-mail c’era scritto-

 

【Che ne pensate, ragazzi, di questo mondo? E’ interessante? E’ un posto che vi fa sentire a vostro agio?】

 

Queste parole fecero scordare al ragazzo la sua rabbia e scambiò uno  sguardo con la sorellina.

Non c’era davvero bisogno di ribadirlo, la risposta era palese fin da subito.

‘’E’ un gioco di merda.’’

-Senza chiari obiettivi né regole, un gioco davvero stupido.

All’incirca 7 miliardi di  giocatori fanno quello che vogliono.

Chi è migliore di altri, viene comunque penalizzato. La sorellina  si era totalmente isolata perché era più sveglia dei ragazzini della sua età- e nessuno comprendeva il perchè, per cui veniva sempre presa di mira e maltrattata.

Chi è inferiore agli altri, viene ugualmente penalizzato. Il fratello, d’altro canto, sbagliava sempre e sorrideva sempre, anche mentre veniva rimproverato da genitori o insegnanti.

Sempre ed immancabilmente.

-Il silenzio aveva reso una il bersaglio preferito dei prepotenti.

-La parlantina aveva isolato l’altro dal resto della gente.

-Anche il saper leggere le intenzioni della gente aveva contribuito ad isolarlo dagli altri.

Insomma, nessuno scopo evidente, nessun parametro di riferimento, persino il genere di questo ‘gioco della vita’ è sconosciuto.

Chi rispetta le regole viene punito, chi le viola invece no e  guarda persino dall’alto in basso gli altri, grazie al proprio status di élite. Nessun gioco sarebbe paragonabile a questo: complicato e soprattutto il peggiore in assoluto.

‘’Maledizione!’’

Sora serrò la mascella e carezzò dolcemente la piccola sorella sulla testa.

L’ atmosfera quasi divina creata dall’entusiasmante partita appena vinta era ormai svanita nel nulla. Restavano solo questi due fratelli, completamente isolati dal resto del mondo. Non erano altro che degli abbattuti, fragili, esseri umani.

Risuonò ancora il *riiing* di notifica.

Al fratello, che controllava il cursore, non interessava più la faccenda, per cui fece per spegnere il computer. Ma, sua sorella lo fermò posando la mano sulla sua.

 

【Se solo esistesse un mondo dove tutto viene deciso da un gioco…】

 

Sora, in procinto di spegnere il pc si bloccò, non potendo fare a meno di leggere il seguito della mail.

 

【-Un mondo dove gli obiettivi e le regole sono chiari: un mondo su di una scacchiera, che ne pensate?】

 

I due si scambiarono un’occhiata, ridendo, e  annuirono.

Il fratellone cominciò a scrivere sulla tastiera.

 

【Se davvero esistesse un mondo del genere, allora si, vorrebbe proprio dire che siamo nati nel posto sbagliato.】

 

Questa fu la sua risposta.

E d’improvviso-

*shaaaaa*

Lo schermo del pc emise un debole rumore e poi un suono come di circuito in sovraccarico. Poi tornò il silenzio, come se ogni cosa intorno si fosse fermata; solamente lo schermo su cui si leggeva l’ e-mail  era ancora in funzione.

‘’Ma che sta—’’

‘’…!’’

Un rumore si diffuse nella stanza. Come se la casa stessa iniziasse a scricchiolare, e risuonò  nell’aria un rumore di sciame di scariche elettriche. Il fratello si spaventò ed istantaneamente si guardò attorno, mentre la sorellina era rimasta pietrificata, esterrefatta.  Il suono si andò intensificando, ed ormai sembrava il rumore statico della tv sintonizzata su un canale senza ricezione. Poi dagli speaker- no, dallo schermo stesso del computer- uscì distintamente una voce.

*Lo penso anche io. Siete proprio nati nel mondo sbagliato.*

Ad un tratto un paio di bianche mani uscirono dallo schermo.

‘’Cos-?’’

‘’…Hiii!’’

Le mani afferrarono entrambi per il polso, tirandoli verso il monitor.

*Farò in modo che voi possiate rinascere – rinascere nel mondo a cui avreste dovuto appartenere da sempre!*

Un lampo di luce bianca li costrinse a chiudere gli occhi.

Quando li riaprirono, la prima cosa che notarono furono la luce e il calore del sole. Era passato parecchio tempo da quando le avevano sentite l’ultima volta sulla propria pelle, e così anche la sensazione delle retine oculari bruciate dalla luce intensa. Il fratello si riscosse per primo, e appena gli occhi ripresero a vedere, si accorse che si trovavano sospesi in alto, nel cielo.

‘’Uooooooooooo!’’

Il panorama era passato da una angusta stanza alla immensa vastità di quello spazio aperto.

Erano….. in aria.

Apparire improvvisamente in pieno cielo spiazzò Sora, che, afferrata finalmente la situazione gridò.

‘’Che diavolo sta succedendooooo!’’

Per quanto ci pensasse, e per quanto potesse guardarsi intorno, era certo che l’intera isola sotto di lui- ed anche qualche altra- stavano fluttuando. Inoltre, una sorta di creatura gli aveva appena sfrecciato accanto, nel cielo: un drago. In lontananza aveva scorto diversi pezzi degli scacchi, giganteschi, vicino una  catena montuosa, che faceva perdere facilmente la cognizione dello spazio, tanto era imponente.

‘Ma che razza di entrata in scena stile fantasy sarebbe questa?’ non poteva fare a meno di rimbalzare nella mente di Sora. La vista,  per quanto cercasse di paragonarla, non era decisamente quella della Terra per come la conosceva. Ma non era quello il problema principale al momento, realizzò. Stavano ancora sfrecciando nell’aria senza uno straccio di paracadute- in totale caduta libera.

‘’Sto per morire!’’

Gli ci vollero solo 3 secondi per accorgersene.

Ma, giusto in tempo per infrangere questo triste verdetto, qualcun’ altro cominciò ad urlare accanto a lui.

‘’Benvenuti nel mio mondo!’’

Disse il ragazzo che precipitava al suo fianco, a braccia aperte e ridendo di gusto.

‘’Questa è l’Utopia1 che avete sempre sognato, il mondo sopra una scacchiera, Disboard!!! Qui tutto viene stabilito tramite i giochi, persino la propria vita ed i confini delle nazioni!’’

Sora non comprese che una manciata di secondi dopo.

Shiro, che aveva afferrato la situazione non appena aveva riaperto gli occhi, si aggrappò al fratello, piangendo.

‘’… Tu chi sei-?’’

Shiro tentò di urlare, ma precipitando a quella folle velocità finì per mormorarlo appena. Il ragazzo rispose comunque, sempre sorridendo.

‘’Io? Diciamo che io… Vivo lì.’’

Disse indicando gli enormi pezzi degli scacchi, verso l’orizzonte, che Sora aveva notato solo pochi istanti prima.

‘’Mmm, nel vostro mondo mi chiamereste ‘Dio’, se non erro.’’

Rispose calorosamente l’adorabile auto-proclamatosi Dio, avvicinando l’indice alla guancia.

-In ogni caso, non è certo detto che stesse dicendo la verità.

‘’Ma vi sembra il momento adatto?! Stiamo precipitando verso terra ad una velocità assurdaaaa- whoaaah! Shiro!’’

‘’……………………….!’’

Pur non sperando che potesse migliorare la situazione, Sora strinse forte a sé la sorella e si voltò in modo da trovarsi sotto di lei. Shiro si lasciò quindi andare tra le braccia del fratello in un urlo strozzato.

A quella scena, il ragazzo che si faceva chiamare Dio disse allegramente.

‘’Spero di rivedervi ancora. Si, senza alcun dubbio, non ci vorrà molto!’’

E così, entrambi persero conoscenza.

 

 

‘’U…Uun…’’

La sensazione di terreno stabile. Il profumo di erba. Sora riprese i sensi  e si accorse di essere finalmente a terra.

‘’Ma che diavolo  è successo…’’

‘Sto forse sognando?’ fu il suo primo pensiero, ma lo tenne per sé.

‘’…Uu… Che razza di sogno strano.’’

Mugolò la sorella minore svegliandosi un momento più tardi.

‘Hey, sorellina. Non uscirtene con la storia ‘’starò sognando’’.‘ Pensò di dirlo ad alta voce, ma decise infine di lasciar perdere.

Con questo via vai di pensieri, Sora si alzò in piedi come se nulla fosse, poiché sotto i suoi piedi c’era indubbiamente il suolo.

Sopra di lui si stagliava un  cielo azzurro e terso, cielo che non vedeva ormai da parecchio tempo.

‘’Whoaaaaa!’’

Non appena si accorse di trovarsi sul bordo di un dirupo indietreggiò di corsa di qualche passo.

Poi, si affacciò di nuovo a guardare il panorama oltre il precipizio.

Un paesaggio incredibile si stagliava davanti ai suoi occhi.

……No, non era la definizione giusta. La parola che stava cercando era un’altra… Ma quale?

C’erano isole fluttuanti e draghi. Ed oltre le montagne, all’orizzonte, degli enormi pezzi degli scacchi.

In pratica, tutto ciò che avevano già visto durante la caduta libera di poco prima.

Il che vuol dire- che non era un sogno…

‘’Hey, sorellina.’’

‘’…Mh…’’

Aggiunse ammirando quel panorama.

‘’Ho sempre pensato che la ‘vita’ fosse un gioco imbattibile- un gioco adatto solo ai masochisti.’’

‘’…Mh…’’

Le loro voci uscirono all’unisono.

‘’’’Quindi alla fine ci ha piantati in asso, eh… Basta, ma che diavolo sarebbe questo pietoso gioco del cavolo?!’’’’

Detto ciò- entrambi persero di nuovo i sensi.

 

 

-Hai mai sentito in giro questa voce?

 

Un giorno arriva un’ e-mail ad una ‘persona’, il giocatore migliore del mondo, a quanto si dice.

Era solamente un breve, misterioso messaggio con un URL annesso.

Una volta cliccatoci sopra, sarebbe partito un certo gioco.

Appena terminata la partita, il giocatore sarebbe scomparso da ‘questo’ mondo.

E quindi invitato in un universo parallelo.

Una Leggenda Metropolitana in cui si viaggia verso un mondo parallelo…

 

E voi, ci credereste..?

.

 

NOTE:

  1. Utopia: un assetto politico, sociale e religioso che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come ideale e come modello, ma non effettivamente raggiungibile.
No Game No Life - Prologo parte 2
No Game No Life - Capitolo 1 parte 1

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