Tsuki ga Michibiku – Prologo 3

Dea = Scolopendra

“Questa potrebbe benissimo essere una stanza di un hotel extra lusso” (Makoto)

Mi sentivo sopraffatto.

Pensavo che mi sarei ritrovato di nuovo in una stanza galleggiante nel bel mezzo di un cielo stellato, ma invece ero all’interno di un ambiente luccicante, talmente luminoso che mi facevano male gli occhi.

“Ah, sei già qui?” (Dea)

Il suo tono di voce. Eproprio quello che mi sarei aspettato da una Dea.

“Il potere del vecchio Tsukuyomi si è davvero indebolito, eh. Considerando in che mondo barbarico viva, non dovrei neppure stupirmi.” (Dea)

Ancora una volta. Un modo di esprimersi degno di una Dea.

“In ogni caso, anche se non ci vediamo da parecchio tempo, il fatto che abbia dimenticato quale sia la mia personalità ed abbia scelto di mandarmi un candidato maschio… Ormai è certo che si sia rimbambito del tutto! Ahahahahahaah” (Dea)

La terza espressione. De-Dea? Probabilmente adeguata ad una Dea.

“E c’erano anche due ragazze che erano di mio gusto. Avrebbe dovuto scegliere una di loro, cavolo. Se non avessi avuto la mia assicurazione, chissà che cosa sarebbe potuto succedere.” (Dea)

La terza affermazione. Una D-D-De-Dea?

“Beh, pazienza, pazienza. Ora, se non erro il tuo nome è Misumi, giusto? Sei stato richiamato in questo mondo per via del contratto che i tuoi genitori avevano stretto con me, ma…” (Dea)

La quinta espressione. Ho sentito bene? Deve essere una barzelletta, già. Una Dea, che grande battuta.

“Vedi, mentre ero distratta, l’equilibrio tra le razze è venuto meno. Gli Iumani al momento si trovano in pericolo. La razza dei demoni e quella degli spiriti stanno facendo quello che vogliono, capisci?” (Dea)

Mentre eri distratta?

“E’ stato in quel momento che mi sono ricordata del contratto. Dopo un piccolo sonnellino… Voglio dire, in un batter d’occhio hanno avuto dei discendenti, per cui ho pensato che avrei potuto richiamarli per farmi dare una mano, capisci?” (Dea)

Questa stronza, ha chiaramente parlato di un sonnellino.

“Ahahahahaha!! Questa cosa… È davvero il figlio di quei due? Err.. Aspetta, aspetta un minuto. Ah, la sorella maggiore e quella minore sembrano interessanti. Uhm, è impossibile. Deve esserci uno sbaglio.” (Dea)

Tsu-Tsukuyomi-sama. Que-questa situazione è per me impossibile da sopportare.

“Ah, sembra proprio che questo coso sia sangue del loro sangue. Sei un piccolo esserino pietoso, non è vero~? Nelle foto di famiglia, no, ovunque tu vada, ricoprirai sempre la parte del brutto anatroccolo! Senza un briciolo del cigno. Sei orribile, non è vero~?” (Dea)

Hey, guarda che ti spacco la faccia.

“E’ impensabile che io ti dia un qualche potere. Mi spiace, ma per favore sparisci dalla mia vista il più presto possibile. La tua stessa esistenza è nauseante.” (Scolopendra)

Supponiamo che esista una scolopendra velenosa chiamata Dea, qualcosa di talmente schifoso che persino i leoni se la darebbero a gambe. Ecco, persino un insetto del genere sarebbe grazioso, se paragonato all’essere che avevo davanti. Se avessi dovuto scegliere tra i due, avrei sicuramente deciso di fare amicizia con la scolopendra velenosa.

Potrebbe essere per via della rabbia che sentivo dentro di me, ma i miei pensieri erano diventati estremamente chiari. Non sapevo che esistesse una tale parte di me.

Quanto meno, era davvero possibile che quell’essere avesse portato via una persona da un altro mondo, soltanto per farle fare tutto quello che voleva?! Stava davvero dicendo una cosa del genere?!

In una situazione simile, ascoltare quanto avesse da dire sarebbe stato impossibile. Una stupida liceale interessata solamente alla moda avrebbe avuto un atteggiamento migliore.

“??”

Impossibile. Anche quando provavo ad insultarla, non riuscivo a farmi uscire le parole di bocca.

Come dire: la mia bocca semplicemente si apriva e si chiudeva, senza emettere suoni.

“Cosa stai facendo? Non sei neppure in grado di tenere una conversazione. In questo mondo, io sono l’unica divinità e, in aggiunta, sono una divinità femminile, capisci? Il fatto che una persona come te si trovi nella stessa stanza in cui sono io è già di per sé un peccato. Se mi lasciassi incinta, come mi risarciresti?” (Scolopendra)

C-che dea stronza. Una divinità unica.

Persino nei galge, una ragazza con una percentuale di tsundere del 100% sarebbe più amabile di lei, ma molto, molto, molto più amabile!

Era importante, per cui usai tutte le mie forze per ribadirlo.

Non volevo. Non lo volevo assolutamente. Non avevo intenzione di andare in un mondo del genere, controllato da una dea simile; non avrei neppure potuto definirlo un vero e proprio mondo. Non c’era verso che mi potesse andare a genio l’idea.

Tsuki-sama, per favore, dammi una mano ad uscire da questa situazione. È davvero impossibile da sopportare!!

“Beh, le regole dicono che puoi essere trasferito soltanto una volta, per cui non c’è modo di rimandarti indietro. In casi come questo, quanto mi piacerebbe dover soltanto aspettare un poco, prima di rispedirti al mittente” (Scolopendra)

“T-tu! Chiamarmi qui soltanto per la tua convenienza, raccontalo a qualcun altro!” (Makoto)

“Ugh, barbaro! Finalmente apri bocca e questo è il risultato? Neppure la tua voce è gradevole. Non ho più il benché minimo interesse nel darti una mano.” (Scolopendra)

“Cosa?!” (Makoto)

“Ho già preparato degli eroi adatti per la saga del mio mondo. La tua presenza è del tutto inutile. Non fare nulla e non causare problemi nel mio mondo. Capito? Davvero, aver preparato un’assicurazione è stata la cosa giusta da fare.” (Scolopendra)

Con il cavolo che va bene!!! Cosa vuol dire tutto questo?!

Io stesso avevo dovuto trovare la determinazione necessaria per venire qui!

Facendo affidamento su Tsukuyomi-sama, sugli dei e sulle persone.

E dopo tutto questo, dopo essermi preparato a modo mio ed aver abbandonato il mio mondo per venire qui, in che situazione mi sono ritrovato!

“Ah~ Sto già cercando un posto in cui abbandonarti, va bene~? Sembra che neppure cadere da quassù ti ucciderà. Ah~ le persone di quel mondo sono incredibilmente tenaci, eh? Sono sbigottita.” (Scolopendra)

Epassato soltanto qualche minuto e già ne ha dette di tutti i colori, e con quanta arroganza, poi! Se mai morissi ed avessi lopportunità di tornare indietro sotto forma di fantasma, non cè dubbio che tornerei a tormentarla nelle vesti di uno spirito vendicativo. In primo luogo, non cè alcun motivo di essere trattato a questo modo! Giusto?!

“Inoltre, ti darò un ulteriore avvertimento, okay? Non provare neppure a pensare di diffondere quei tuoi sgradevoli geni tra i meravigliosi abitanti del mio mondo. Ed evita anche di sposarti, va bene? Rischieresti soltanto di lordare questo mio mondo” (Scolopendra)

Va bene. Avevo già abbandonato lidea di ricevere qualcosa da lei. È la prima volta che mi trovo in una situazione del genere.

Mi era capitato spesso di ricevere delle richieste impossibili dal mio sensei1 del dojo2 o dai senpai3 del club,4 ma erano nulla rispetto alla situazione in cui mi trovavo.

E non sto parlando di richieste qualsiasi, ce ne era stata persino una che mi aveva quasi traumatizzato. Ed anche quella volta non era stata uno scherzo! Per non parlare poi di quellaltra!

No.

Impossibile. Mi ero quasi estraniato dalla realtà.

Ma la situazione che stavo vivendo era estremamente disperata.

Nel mondo in cui ero stato costretto ad andare, avevo trovato una dea afflitta da un disturbo mentale. Era una circostanza estremamente allarmante.

“Ah, giusto. Non scherzavo quando ti ho detto che non ti avrei dato alcun potere, ma quanto meno posso darti quello della ‘comprensione’. Non c’è altro modo; sono costretta a concederti almeno questo, per il mio bene.” (Scolopendra)

Per qualche motivo, è scesa a compromessi da sola. Ma davvero, non prendermi per il culo. O piuttosto, è normale che una divinità sia così arrogante? ETsuki-sama ad essere speciale, o lo è lei?  Voglio credere alla seconda possibilità. Per la mia stessa sanità mentale.

“Hey, Misumi. Mi stai ascoltando?” (Scolopendra)

Finalmente, ha pronunciato il mio nome senza strani appellativi. È sempre meglio di‘’questo’ o quello, giusto? Per tutti ero sempre stato il fratello maggiore della famiglia Misumi e Makoto Misumi è il mio nome.

“Che c’è?” (Makoto)

Non avevo la benché minima intenzione di rivolgermi a lei in maniera educata. Ma sicuramente sarei stato perdonato. Già, perché dal punto di vista di chiunque altro, io ero chiaramente la vittima.

“Ho fatto in modo che tu sia in grado di parlare con la razza demoniaca ed i mamono,5 per cui potrai ‘comprendere’ le loro parole. Cerca di fare del tuo meglio e fatti amici i globin e gli orchi, okay? Non provare a fare casini con le altre razze, capito? Ora, vattene.” (Scolopendra)

“In che senso compren… Che…? Wawawawawawa?!” (Makoto)

“Aahh~?! Persino quando urla, la sua voce è orribile! Ninfe! Pulite ogni angolo e pertugio di questa stanza! Non potrei sopportare di vedere quel suo lerciume diffondersi ulteriormente.” (Scolopendra)

Improvvisamente, avvertii una sensazione di vuoto sotto di me.

Le ultime parole che udii… Ero una specie di incarnazione demoniaca?!

Persino i germi cercano di vivere la propria vita al meglio delle loro possibilità!

O almeno, così pensavo.

“Ah, scusami. In realtà, dal primo momento che ti ho visto mi sono perdutamente innamorata di te. Ma dal momento che sono una dea e devo mantenere le apparenze, sono dovuta essere brutale con te, perdonami!” (Makoto)

“Ah, padre. Perché mi hai costretto a comportarmi in maniera così crudele? Perché gli hai voluto riservare un simile trattamento…?” (Makoto)

Se soltanto dicesse qualcosa del genere, scoppiando in lacrime, potrei anche perdonarla.

Nah, è impossibile.

Il suo tono di voce non lasciava spazio ad ambiguità, ha detto esattamente quello che pensava, già.

Quella maledetta dea!!!!!!

No, piuttosto, perché la sto ancora chiamando dea!

DANNAZIONE!!!!

Non molto lontano da me, potevo vedere un mare di oscurità. Ma soprattutto, faceva FREDDO!!

“Uwaaa?!”

Di fronte ai miei occhi si estendeva una distesa infinita di terre desolate.

Il gelido vento della notte mi sferzava il volto.

I miei occhi, che erano stati esposti al vento glaciale, stavano lacrimando in abbondanza.

Voglio che sia chiaro che era impossibile che fossero lacrime dovute ad un qualche impulso emotivo collegato alla mia situazione.

Dalla stanza abbacinante, mi ero improvvisamente ritrovato nel mezzo di un cielo notturno.

HAHAHA!

Quella bastarda di una dea mi ha davvero lasciato cadere di sotto~

Mi trovavo ad un’altezza tale, da riuscire a vedere che la terra situata sotto di me era completamente deserta. Se ci fosse stata un po’ più di luce, il panorama sarebbe stato simile ad una di quelle foto scattate dall’alto.

Ma sapete. La realtà dei fatti era che stavo cadendo da un’altezza incredibile, paragonabile a quella di un grattacielo. Non cè dubbio che morirò una volta raggiunto il suolo, vero?

Sopravvivere ad una caduta simile è impossibile.

Cè un detto che recita: Si può diventare tanto forti, che la forza stessa finisce per essere una maledizione.

Ma nel mio caso, mi sfracellerò in tanti, piccolissimi pezzi!

Che dentro di me io abbia una qualche vena umoristica?

Nah, non cè neppure motivo di chiederselo. Dopo tutto, ero sempre stato il numero due, in qualunque gruppo di persone mi ritrovassi. Nelle relazioni tra amici, ero sempre stato il mediatore o il risolutore della situazione, ed avevo sempre aiutato il leader di turno. Non era una cosa cattiva.

Qualche volta avevo provato ad uscirmene con una battuta, ma non aveva mai sortito l’effetto voluto. Tra laltro, la vena umoristica stessa in realtà dovrebbe essere una specie di abilità. Però in questo mondo cè la magia, per cui magari esistono anche le abilità. Sfortunatamente, non penso di avere nessuna delle due.

Impossibile.

Dunque, che fare? Morirò così, esattamente come ha detto quella bastarda di una scolopendra? In questo posto?

Ci deve essere un modo! Un qualche modo di sopravvivere!

Controllai l’ambiente circostante.

Il cielo attorno e sopra di me.

Terre desolate sotto di me.

Nient’altro.

Come previsto, non cè nulla che io possa fare!

Padre, madre. Grazie per avermi portato alla luce in quellaltro mondo.

Vi sono davvero per non avermi fatto nascere e vivere in un mondo soggetto al controllo di questa dea. Non solo non mi ha conferito alcuna protezione divina, ma probabilmente mi ha persino maledetto.

Yuki-neesan6 e Rin, dal momento che ho accettato di venire in questo mondo, non correrete alcun pericolo.

Anche se abbiamo vissuto insieme soltanto per dieci anni, sono orgoglioso di… Auch.

Ah, mi sono morso la lingua.

Non potrò neppure dire le mie ultime parole~ anche se questa è la fine. Magari, in questo modo otterrò labilità Vena Umoristica.

Giusto. Quanto meno, potrei provare a chiudere gli occhi.

Speriamo che non faccia male.

Per tutti voi che avete letto ‘Viaggio al Chiaro di Luna in un Altro Mondo’…

“…-Dono! Makoto-dono? Makoto-dono!”

“Tsukuyomi-sama, sto persino iniziando a sentire la tua voce. Mi chiedo perché non sia tu il dio di questo mondo, è davvero un peccato.” (Makoto)

“Riprenditi, torna in te! Mi puoi sentire, giusto?!” (Tsuki)

È quello vero?!

Ma non aveva detto che non sarebbe stato in grado di contattarmi?

“Che razza di situazione. Ho ascoltato l’intera conversazione. Ti chiedo perdono, a nome di entrambi. Non avrei mai pensato che si sarebbe comportata in maniera così sconsiderata.” (Tsuki)

“Tsukuyomi-sama! Volevotantovederti!”

Per qualche motivo, parlavo a raffica. Ma non mi importava.

“E’ vero che da questa altezza Makoto-dono si sarebbe soltanto fatto qualche graffio, ma ciò non l’autorizza a lanciarti di sotto in questa maniera!” (Tsuki)

“Ad ogni modo, stai bene? Prova a lasciarti andare.” (Tsuki)

Svariate centinaia di metri mi separavano ancora da terra. Sembra quasi che il tempo scorra più lentamente del normale; che sia perché mi stava passando davanti tutta la mia vita?

“Ti sentirai come se fossi caduto su un materasso dal secondo piano di un palazzo. Ma non ti farai nulla.” (Tsuki)

“Wow” (Makoto)

Sono più anormale di quanto mi aspettassi. È impressionante. Quanto doveva essere assurdo il peso che avevo dovuto sopportare nel mio mondo originale?

“Dopo tutto, l’allenamento compiuto da Makoto-dono mentre ancora ti trovavi nell’altro mondo è stato particolarmente duro. Senza di esso, avresti avvertito un impatto simile al cadere dal secondo piano, ma senza il materasso sotto.” (Tsuki)

“Dunque il materasso è dovuto all’allenamento, eh? Non avrei mai pensato che avrebbe potuto fruttare risultati simili.” (Makoto)

Davvero, non avrei mai creduto che quell’allenamento avrebbe comportato una tale differenza.

“Tuttavia, cadere da quest’altezza deve essere stata un’esperienza traumatizzante. Cercherò in qualche modo di porvi rimedio. Puoi stare tranquillo. Tra l’altro, dovrei discutere con te di una cosa.” (Tsuki)

Sembra che qualsiasi cosa avesse da dirmi, stava procurando non pochi problemi a Tsuki-sama. Ora che ci penso…

“Um, non mi avevi detto che non avresti potuto comunicare con me?” (Makoto)

“Ah, in realtà, il solo essere qui a parlare con te mi sta costando parecchio. Molto probabilmente dovrò dormire per un secolo, più o meno.” (Tsuki)

“Cos?!” (Makoto)

Mi lasciai sfuggire un’esclamazione di stupore.
La situazione deve essere davvero grave! Voglio dire, sta facendo tutto questo soltanto per cercare di salvarmi. Ma è giusto così, questo dovrebbe essere il comportamento degno di un dio.

Era un’affermazione che andava a mia convenienza, tuttavia mi sarebbe piaciuto tanto se le cose fossero state davvero a quel modo.

Tsuki-sama non mi aveva mentito e nel mezzo della caduta, il mio corpo venne avvolto da una luce bianca che rallentò la discesa.

“Comunque, ti ricordi che la dea aveva impiegato parecchio tempo per venire a prenderti?” (Tsuki)

“Già.” (Makoto)

“Quella donna l’ha combinata grossa. Approfittando del fatto che i due mondi erano connessi, ha portato via altre due persone!” (Tsuki)

C-che cosa ha appena detto?!

Non è un caso di rapimento?!

Eppure stiamo parlando di una dea. Può davvero comportarsi a questo modo?!

“No, impossibile! Non mi dire che…?!” (Makoto)

Il mio primo pensiero fu per le mie sorelle.

“Non si tratta dei parenti di Makoto-dono. Sebbene uno di loro si possa quasi considerare tale. Il loro trasferimento è stato abilmente sovrapposto al tuo. Uno dei due è una tua conoscenza. Mi spiace che sia successo. E’ stata una mia negligenza.” (Tsuki)

Non si tratta di una tua mancanza.

Non conoscevo le regole degli dei ma, basandomi sull’impazienza di Tsukuyomi-sama, la dea di quel mondo doveva aver fatto qualcosa di davvero grave.

“E’ molto probabile che a breve cadrò in un sonno profondo. Non potremo incontrarci nuovamente nell’arco temporale della tua vita. Ma mi assicurerò di riferire questo incidenti agli altri dei, così che possano prendere provvedimenti. Non importa che lei sia una dea della creazione, ha compiuto un atto barbarico. Andrà punita di conseguenza.” (Tsuki)

La sua voce stava diventando sempre più fioca.

Sta davvero utilizzando tutte le sue forze, pur di parlare con me.

Dannazione.

Avrei davvero preferito vedere lui a capo di quel mondo, piuttosto che quella donna. Quella bastarda ha già fatto troppi casini!

“Le due persone che sono state trasportate insieme a me, stanno bene?!” (Makoto)

“Si. Sembra che entrambe siano state evocate in un castello reale. Sono già entrate in contatto con gli Iumani. La dea ha fornito loro diverse benedizioni divine.” (Tsuki)

Tsuki-sama fece fatica a pronunciare l’ultima frase.

La differenza di trattamento era incredibile.

“Capisco come ti senti. Hai perso qualsiasi connessione con il tuo mondo. Ed è per questo che so di non aver alcun diritto di chiederti una cosa del genere, ma… Se per caso incontrassi quei due, ti prego di trattarli bene.” (Tsuki)

Ah~ è davvero una persona gentile. Non importa di chi si tratti.

“Anche se hanno ricevuto il pacchetto completo della dea?” (Makoto)

Dopo aver ottenuto una tale quantità di protezioni divine, devono essere diventati piuttosto potenti. Cè davvero bisogno di preoccuparsi per loro?

“Se escludessimo i poteri che hanno ricevuto dalla dea, Makoto-dono sarebbe il più forte dei tre. Persino nel caso in cui sapessero usare la magia. Poiché di base sei uno Iumano, possiedi già di tuo una certa quantità di potere magico e, in aggiunta, sei stato anche in grado di sopravvivere e crescere in quel mondo. Non c’è alcun paragone tra te e loro.” (Tsuki)

Aggiunse Tsuki-sama.

“Io sono un’esistenza vaga che non sa neppure con certezza quale sia il suo ambito di controllo. Beh, quando entrerò in dormiveglia si potrebbero verificare dei cambiamenti nel movimento delle lune, ma se ne occuperanno sicuramente gli altri dei della luna. In aggiunta, anche se dirlo mi mette un po’ in imbarazzo… Ho ricevuto un grande quantitativo di poteri dai miei genitori e ne ho usato altrettanto su di te.” (Tsuki)

Dai genitoriè probabilmente riferito ad Izanagi.

“La mia protezione divina non sarà meno potente di quella della dea. Puoi starne certo.” (Tsuki)

Oh~ ne è assolutamente sicuro. Anche se le sue parole nascondono un podi risentimento.

“Le cose non sarebbero dovute andare così. Inizialmente, tu avresti dovuto ricoprire il ruolo dell’eroe, ma anche se questo ti è stato portato via dalla dea, non dovrai preoccuparti. In nome di Tsukuyomi, io te lo concedo. Tu, Misumi Makoto. In questo nuovo mondo, avrai piena libertà di fare tutto quello che vorrai. Per cui vivi nella maniera che preferisci!” (Tsuki)

In realtà, Tsuki-sama è parecchio infuriato! Come cera da aspettarsi, Tsuki-sama è il migliore!

Anche se non me lo avesse detto, avrei comunque fatto quello che volevo!

Ma adesso ho persino la sua autorizzazione! Yahooooo!!!

Avvolto dalla luce della luna, atterrai dolcemente sulla terraferma.

“Se gli spiriti ce lo concederanno, ci incontreremo di nuovo.” (Tsuki)

La voce del dio si spezzò e scomparve.

“SI!” (Makoto)

Risposi con veemenza all’unico dio che io avessi mai riconosciuto come tale.

La dea?

Intendete quella specie di scolopendra? È roba che si mangia?

Lentamente, mi guardai attorno in una terra sconosciuta.


NdT: Mi sono permesso di effettuare un piccolo cambiamento al testo. Nell’originale, la dea veniva indicata come un insetto generico. Dal momento che, personalmente, riferirsi a lei a questo modo mi sembrava piuttosto riduttivo (per fatti che leggerete molto più avanti), ho deciso di sostituire la parola generica con una specie precisa, la scolopendra. Se non la conoscete, vi invito a cercarla su google. Non è esattamente un insetto carino. – Darnos

1 – Parola giapponese utilizzata per indicare un maestro.

2 – Luogo di allenamento per le arti marziali.

3 – Termine giapponese che indica dei compagni di scuola più grandi.

4 – In Giappone, è consuetudine che gli studenti possano entrare a far parte di club dedicati alle attività più disparate, dalla lettura allo sport, alle arti marziali o altro.

5 – Parola giapponese utilizzata per indicare i mostri in generale, comprese anche le razze dall’aspetto umanoide.

6 – Suffisso utilizzato per riferirsi ad una sorella maggiore.

Tsuki ga Michibiku - Prologo 2
Tsuki ga Michibiku - Capitolo 1

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