Tsuki ga Michibiku – Capitolo 1

Un Nuovo Mondo

Chiedo scusa, avrei dovuto pubblicare tutto ieri, ma ho avuto un malore.

Tra l’altro, questo capitolo segna la fine del prologo e l’inizio della storia vera e propria. Da adesso in poi le cose inizieranno a farsi interessanti. -Darnos


Il mio nome è Makoto Misumi.

Sono uno studente del secondo anno delle superiori e frequento il liceo Nakatsuhara.

Faccio parte del club di tiro con larco, che è poi anche la mia specialità.

I miei voti sono nella media, così come le mie capacità fisiche.

Per quanto riguarda l’aspetto, probabilmente non sono né bello, né brutto.

I miei hobby sono un po’ da otaku, sebbene mi piaccia un po’ di tutto, per cui normalmente cerco di provare varie cose.

Gli interessi che non cambieranno mai sono larco e le serie televisive storiche.

La mia parte migliore, è limmagine di me mentre tiro larco.

Anche se credo di avere un profilo abbastanza normale.

Dopo tutto, un posto del genere sicuramente non è adatto a me.
Ovunque io guardi, cè solo una distesa brunastra di terra desolata.

Sembrava uno di quei posti di cui si sente parlare a scuola.

Di giorno il caldo era insopportabile, mentre di notte la temperatura scendeva tantissimo; mi trovavo in un luogo di quel tipo.

Erano già passate due notti da quando ero stato abbandonato in quel mondo.

Non avevo mangiato nulla, ma per qualche strano motivo non sentivo i morsi della fame.

Mi era stato detto che in quel mondo avrei avuto delle capacità ben superiori a quelle umane, per cui magari la ragione era quella.

Ah… Perché mi trovavo in quel genere di luogo?

La risposta è semplice: a causa di uno scherzo di cattivo gusto di una dea.

Eh già.

Non ricordo quante volte mi sia fatto quella domanda, per poi rispondermi da solo.

Quello che sarebbe dovuto essere un giorno come gli altri, privo di eventi degni di nota, era diventato qualcosa di tutt’altro che normale.

Ero stato chiamato da una delle tre divinità maggiori, il Grande Tsukuyomi, per poi essere rapito da una dea assurda ed infine essere lasciato nel bel mezzo del nulla.

Il primo mi aveva dato l’impressione di essere un dio buono, mentre la seconda… Non avevo la benché minima intenzione di riconoscerla come divinità.

Dicevo, la seconda dea, no, un’esistenza peggiore di una scolopendra, mi aveva abbandonato in una terra desolata sconosciuta dove non solo non c’era anima viva, ma non potevo neppure avvertire la presenza di animali.

Non riuscivo davvero a capacitarmi di cosa mi fosse successo.

Con addosso soltanto i vestiti che indossavo nel momento in cui ero stato chiamato da Tsukuyomi, continuai a camminare per un’altra intera giornata, unico compagno il panorama immutabile che si stagliava sullo sfondo.

Piuttosto che un caso di rapimento, il mio sembrava più un tentato omicidio.

Non va bene, più penso a quella stronza, più mi deprimo.

Il sole era già calato e si era fatto buio.

L’unica luce presente era quella delle stelle, ma non era sufficiente per continuare a camminare.

Dal momento che il mio corpo si era abituato fin da piccolo alla luce elettrica, l’oscurità mi instillava una specie di paura primordiale.

Ma ciò nonostante, non potevo dormire.

Mi sentivo letargico, ma se avessi dormito, chissà in quali pericoli mi sarei potuto imbattere.

Il fatto che non riuscissi a vedere ad un palmo dal naso non voleva dire che fossi necessariamente solo.

Iniziavo a pensare che seguire il consiglio della dea ed incontrare qualche orco o goblin non sarebbe stato così male.

Un posto in cui poter dormire tranquillamente. Non avrei mai pensato che avrei sentito così tanto la mancanza di una cosa del genere.

Domani.

Domani, di certo.

Spero di trovare qualcosa.

Se possibile, magari una persona con cui poter parlare.

Non mi interessa che aspetto avrà, voglio anche trovare del cibo.

Ha… Spero che albeggi presto.

La notte sembrava lunghissima; era impossibile paragonarla alle notti che avevo passato a guardare anime, chiuso nella mia stanza.

Il secondo giorno di vita in un altro mondo era trascorso come il primo. Non era successo nulla.

All’ombra di una roccia, mi abbracciai le ginocchia ed aspettai l’arrivo del mattino.

 

Tsuki ga Michibiku - Prologo 3
Tsuki ga Michibiku - Capitolo 2

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