Tsuki ga Michibiku – Capitolo 2

Urlo Liberatorio

Ovunque guardassi, c’erano soltanto terre desolate e colline rocciose.

Continuavo a camminare senza meta in quel panorama desertico.

Uno scenario immutabile, sempre uguale a sé stesso.

Ero arrivato al limite della mia sopportazione; avevo gli occhi traboccanti di lacrime, tanto che non riuscivo a vedere cosa avessi davanti.

Davvero? Non cè nulla. Assolutamente nulla.

Ed è già il terzo giorno!

A questora, avrei dovuto trovare qualcosa.

Da quando avevo raggiunto il limite, avevo continuato a camminare senza sosta, senza badare se fosse giorno o notte. Ad ogni modo, mi trovavo in un’ampia distesa desolata. Non importava quanto camminassi, il panorama non cambiava mai, e per evitare di girare in tondo avevo iniziato a lasciare dei segni sul terreno.

Ciò nonostante, mi sembrava che l’oggetto che avevo avuto dinanzi gli occhi fin dal primo momento, un’enorme montagna in lontananza, non si fosse avvicinato di un centimetro. Poteva essere un’illusione, ed in più di un’occasione mi era sembrato di sentire il mio animo sbriciolarsi.

Dopo tutto, non c’era assolutamente niente attorno a me. Nulla di nulla.

Da un certo punto di vista, era una situazione incredibile. Non soltanto persone, non c’erano neppure animali, capite?

Ah, mi ero dimenticato.

Non c’era neanche qualcosa che potessi mangiare. A volte trovavo degli steli di erba secca ma, come previsto, non ero riuscito a mangiarli. E tuttavia, anche quelli erano rari!

Il fatto che potessi continuare a camminare nonostante la fame, poteva essere dovuto al fatto che avevo ottenuto dei poteri sovrumani. Se così non fosse stato, mi sarei disidratato in fretta e non sarei stato in grado di rimanere in piedi, figuriamoci camminare.

Seguendo le parole di Tsuki-sama, avevo provato ad utilizzare i ‘poteri’ che mi aveva concesso, per cui avevo tentato di concentrarmi, ma senza successo.

Avevo anche provato a raccogliere le forze sul palmo della mano, ma…

Non riuscivo a capire cosa farci. Riuscivo a sentire le mie energie concentrarsi sulla mano, ma non succedeva nulla.

Neppure quando provavo a posizionare il palmo sul terreno.

Avevo fatto svariate prove.

Ero soltanto riuscito a far muovere leggermente gli oggetti che tenevo in mano, ma anche quello dipendeva dalla quantità di energia utilizzata. Probabilmente, era il modo più semplice per cercare di capire come funzionasse il mio potere.

Ma in realtà, più che muoversi, gli oggetti si limitavano a tremare.

Era un vero e proprio mistero. Inoltre, un potere del genere non mi avrebbe aiutato ad uscire fuori dalla situazione in cui mi trovavo.

Beh, era comunque un regalo prezioso lasciatomi da Tsuki-sama. Pensavo che una persona simile difficilmente avrebbe commesso un errore.

Per cui feci qualche altro esperimento per cercare di capire come funzionasse il mio potere.

In ogni caso, faceva caldo.

Di giorno, la temperatura era fin troppo alta.

Mentre di notte faceva parecchio freddo.

O almeno, quella era la mia impressione.

A mezzogiorno potevo persino vedere il calore irradiarsi dal terreno.

Di notte, invece, la superficie delle rocce ghiacciava.

Era un ambiente estremamente duro per un essere umano, già.

Ancora un volta, dovevo ringraziare il mio corpo sovrumano.

Beh, ciò nonostante, continuavo a camminare a passo spedito.

Probabilmente sarebbe cambiato qualcosa nel momento in cui avrei raggiunto la montagna.
Ti prego, fa che ci sia qualcosa laggiù. Ti imploro.

In mezzo a questo deserto, si sente soltanto il rumore dei miei passi ed il fischio del vento!

Ed è così da ben 3 giorni!

A questo punto, dovrebbe succedere qualcosa, non è vero?!

“Capisco, deve essere perché non sono più un eroe~ Dopo tutto, sono soltanto un brutto anatroccolo.”

Avevo iniziato a parlare da solo. Poteva essere l’effetto della solitudine, ma mi ritrovavo a borbottare tra me e me sempre più spesso. Era così triste.

I miei occhio erano vacui. Guardai in lontananza sull’orizzonte. Volevo credere che, da qualche parte sulle pendici del monte, ci fosse un insediamento umano.

Chissà cosa staranno facendo a questora i due eroi… Sicuramente saranno stati accolti a braccia aperte dalla nobiltà e dalla famiglia reale, magari staranno partecipando a qualche banchetto.

Mentre io…

Mi voltai a guardare dietro di me. Non c’era nient’altro che una desolata distesa brunastra. Il cammino che avevo compiuto fino a quel momento.

Ogni volta che vedevo un miraggio, scattavo a correre, per cui la distanza dalla montagna doveva essersi ridotta notevolmente. Con ogni probabilità, non sarei stato neppure in grado di capire in che posto la dea mi avesse abbandonato.

Inizialmente, avevo pensato di camminare senza meta fino a quando non avessi incontrato qualcuno, o avessi trovato un insediamento. Qualcosa del genere.

Ma sembrava che quello fosse un privilegio riservato unicamente ai personaggi principali.

Eassurdo che non ci sia assolutamente nulla. Neppure unombra di…???

“?? ???”

Allora.

Mi è sembrato di sentire qualcosa, ma…

Provai a concentrarmi il più possibile sul mio corpo; probabilmente era la prima volta nella mia vita che cercavo di raggiungere una condizione simile.

Le mie orecchie erano tese allo spasmo, pronte a captare qualsiasi rumore.

Mi fermai.

Portai le mani alle orecchie, chiudendo gli occhi.

Da dove è arrivato quel rumore?

Devo concentrarmi. Concentrarmi e nientaltro.

Non devo perdermi neppure il rumore di una singola goccia dacqua.

Ho sicuramente sentito una voce, devo solo accertarmene.

“? Sa… Pe…e”

“Laggiù!!!!!!”

Sentii nuovamente la voce: era senza dubbio un urlo.

Aprii gli occhi. Come se stessi cercando di vedere le onde sonore stesse.

Sentivo i morsi della fame stringersi sul mio stomaco.

Ero completamente a digiuno da diversi giorni, eppure…

Da quando ero arrivato in quel posto, era la prima volta che mi sentivo così pieno di energie.

Raccolsi le mie forze ed iniziai a correre.

 

Tsuki ga Michibiku - Capitolo 1

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