No Game No Life – Capitolo 1 parte 2

 

Malgrado il chiassoso trambusto per la partita in corso al tavolo centrale, due figure si diressero verso il bancone.

Lì il ragazzo tirò fuori il portafogli e lo svuotò di tutti i soldi e chiese piano.

‘’Vorrei una camera per due. Va bene un letto unico. Quante notti per questa cifra?’’

Il tizio davanti a lui, col fare tipico da padrone della locanda, diede una scorsa veloce alle monete.

Dopo un attimo di esitazione rispose.

‘’…Una notte e tre pasti.’’

Tuttavia, il giovane rise alla sua risposta, e con il volto ancora coperto dal cappuccio continuò.

‘’Ah ahhh… Come pensavo. Dopo un lungo viaggio e oltre cinque notti insonni, la stanchezza mi sta proprio uccidendo. Siamo davvero sfiniti, quindi potrebbe dirmi senza perdere altro tempo quante notti possiamo restare?’’

‘’..Cosa?’’

‘’Anche se abbiamo l’aria di forestieri ignari della valuta corrente, mi sta bene che lei voglia alzare il prezzo. Però, consiglierei di controllare il suo sguardo e il tono di voce, prima di mentire, okay..♪?’’

Ridacchiò dicendogli; sembrava come se i suoi occhi sprigionassero un’energia quasi tagliente, tanto da scrutare dritto dentro di lui.

L’oste ormai sudava nervosamente, e bagnandosi le labbra disse:

‘’…Tzk. Due giorni allora.’’

‘’Vede… sta mentendo di nuovo… voglio arrivare ad un compromesso: facciamo dieci giorni compresi i pasti, ecco.’’

‘’Che! Che razza di compromesso sarebbe?!! Tu, va bene… tre giorni pasti compresi, che impudente!’’

‘’Ah, così stanno le cose, eh. Allora uno sconto, su, 5 giorni e cibo annesso.’’

‘’Ma che…’’

‘’Sta cercando di imbrogliare i clienti spennandoli per imbottirsi le tasche e poi scialacquarli a destra e a manca, dico bene?’’

‘’Cosa, aspetta, ma che stai dicendo…’’

‘’E immagino lei sia il proprietario della taverna ma non della pensione, giusto? Dovrei forse denunciarla?’’

Non aveva mai perso quel sorriso sul suo volto, fin dall’inizio del discorso.

Di fronte a questo giovane che non si risparmiava alcun tentativo di negoziare, il proprietario non poté che rispondere con un’espressione rigida e decisamente infastidita.

‘’Figliolo, hai un’espressione da uomo di mondo, ma sei decisamente spietato, eh… D’accordo, quattro giorni pasti compresi, che ne dici?’’

‘’Okay∼ la ringrazio per l’ospitalità♪’’

Ancora con quel sorriso stampato in viso, il ragazzo afferrò le chiavi della stanza dalla mano dell’uomo.

‘’La vostra stanza è dietro l’ultimo angolo al terzo piano. Come… vi chiamate?’’

Da sotto il cappuccio il giovane rispose al proprietario ormai alquanto spazientito, e pronto a scrivere sul registro del locale.

‘Ehm̴…’Blank’ andrà bene.’’

Sora agitò e poi fece ruotare le chiavi attorno al dito.

Improvvisamente diede un buffetto alla sorella, intenta a guardare l’apice della sfida al tavolo centrale.

‘’Ascolta, ho finito di trattare, abbiamo l’alloggio per quattro giorni. Dovresti cominciare subito a venerare il tuo nobile fratellone… che stai facendo?’’

Shiro stava fissando Stephen…qualcosa, la ragazza indicatagli poco prima dall’uomo con la barba.

Sul viso aveva un’espressione affranta.

Il suo sguardo mesto dava l’impressione alla sala intera che non avesse ormai più una sola chance di vittoria.

‘’…Quella ragazza… sta per perdere.’’

‘’Sicuramente. E allora?’’

Pur avendo una buona mano, esponendo in quel modo le proprie emozioni non avrebbe mai vinto.

Forse l’uomo barbuto aveva ragione, la discendenza della famiglia reale non era molto sveglia.

Proprio quando si stava convincendo di ciò, Sora realizzò.

‘’…Ah!’’

Una volta compreso il senso delle parole della sorellina, non poté fare a meno di sospirare.

‘’Wow, allora è questo che intendevi… Pazzesco…’’

‘’…Già.’’

Shiro era intenta a squadrare la ragazza mora ed annuì al commento del fratello.

‘’Accidenti… i metodi di imbrogliare in questo mondo sono davvero… incredibili. Non ci terrei proprio a scontrarmi contro avversari simili…’’

‘’…Fratellone, sei vergognoso…’’

Era di sicuro una provocazione; Sora si fece serio e ribatté.

‘’Hey, non essere sciocca. Non importa quanto sia geniale un trucco, dipende tutto da come lo sfrutti.’’

‘’…Fratello, tu potresti… batterli?’’

‘’… Qui sembra nient’altro che un classico mondo fantasy… Non sembra esserci proprio nulla di reale, e nonostante questo noi due ci sentiamo tranquilli e a nostro agio… Sarà per il troppo tempo passato sui giochi?’’

Sora non rispose alla sorellina, ma si avviò verso le scale che portavano al terzo piano dell’edificio, iniziando uno sproloquio su argomenti sconclusionati.

‘’…Ho capito, la domanda… era stupida.’’

Si scusò subito Shiro.

…Davvero, per 『    』il fallimento era pressoché impossibile.

Poi, camminando tra la folla, le spalle di Sora sfiorarono appena quelle della persona seduta al tavolo, per un attimo.

Per qualche ragione, Sora si girò verso Steph…o quello che è, la ragazza con i capelli rossi.

‘’…Dai… possibile che non ti accorgi di essere stata imbrogliata?’’

‘’…Eh?’’

La ragazza dai capelli di quel rosso impressionante e dai grandi occhi azzurri, in gran contrasto con essi, improvvisamente si rivolse verso lui.

Sora sentiva lo sguardo della ragazza che aveva rimproverato su di sé, ma non aggiunse una parola e se ne andò dritto verso la propria stanza.

 

 

Nel girare la chiave nella serratura, la sensazione di sicurezza cominciò a svanire non appena il meccanismo di apertura emise un suono cigolante all’apertura della porta.

Dentro la stanza, tutto era in legno, con un’aria estremamente simile a quella di Skyrim 1, il che dava l’idea di un ambiente decisamente scadente.

La camera era piccola ed il pavimento si lamentava lanciando scricchiolii ad ogni passo. Tavolo e sedie erano stati sistemati negli angoli in maniera approssimativa.

Per il resto, vi erano solamente un letto ed una finestra: l’arredamento era piuttosto esiguo.

Entrando nella stanza si chiusero la porta alle spalle e abbassarono i loro cappucci.

T-shirt, jeans e sneakers, e capelli neri e arruffati: Sora.

Una massa ingarbugliata di lunghi capelli bianchi a coprire gli occhi fulvi, una magra ragazzina con la divisa alla marinara: Shiro.

Sora si sfilò il mantello pegno della scommessa, perfetto per non spiccare troppo in quel mondo, e si lasciò andare steso sul letto, sentendosi finalmente sollevato.

Prese dalla tasca il suo telefono e spuntò dalla lista i propositi che aveva pianificato in precedenza.

‘’..OBIETTIVO: Assicurarsi una sistemazione – FATTO. Adesso possiamo dirlo per certo, no?’’

‘’…Uhm, direi… di si.’’

Con questa conferma, una valanga di parole traboccarono allora dal profondo del cuore.

‘’Ahhhhhhhhhh… sono così esausto…..’’

Queste parole…

Avevano deciso di non pronunciarle mai finché l’obiettivo non fosse stato raggiunto.

Ma ora che era fatta, senza potersi più contenere, Sora esplose in un mare di lamentele senza fine.

‘’Non posso credere a quello che ci sta succedendo! Non solo è assurdo tutto questo, ma abbiamo anche dovuto fare tutta quella strada per arrivare fin qui!!!’’

Allo stesso modo Shiro si tolse il mantello rivelando una sgualcita uniforme alla marinara.

Aprendo la finestra ebbero conferma dal panorama.

Da lì si intravedeva a malapena il picco sul quale erano atterrati.

‘’…Gli esseri umani, se vogliono, sono capaci di fare qualunque cosa.’’

‘’Già, senza motivazione non si conclude nulla: Questa frase fatta si adatta perfettamente alla nostra situazione, eh…?’’

Sebbene fosse un’interpretazione alquanto negativa, Shiro annuì comunque, d’accordo.

‘’Anche se ero certo che le mie gambe non avrebbero retto dopo tutto quel tempo passato da hikikomori; non pensavo davvero che avrei fatto tutta quella strada.’’

‘’…Forse perché… controlliamo i mouse… con entrambi i piedi?’’

‘’Ohhh giusto! Il cosiddetto ‘perfezionare una tecnica così bene da poterla sfruttare in qualsiasi ambito’ allora funziona!’’

‘’…Non… intendevo questo in realtà…’’

Questo strambo dialogo sembrava essersi concluso.

Gli occhi di Shiro erano mezzi chiusi.

La sorellina, che ormai barcollava quasi stesse per svenire, si lasciò andare sul letto dove era steso suo fratello.

Sebbene non lo desse a vedere, il respiro faticoso ormai era percepibile.

-Era d’altronde una reazione più che normale.

Per quanto fosse un vero genio, aveva pur sempre solamente 11 anni.

La partita a scacchi intrapresa dopo ben 5 giorni senza dormire sarebbe stata un vero shock per chiunque avesse la sua età. Per non parlare del lungo cammino appena affrontato senza mai lamentarsi (anche se per l’ultimo tratto in spalla al fratello), che aveva distrutto anche Sora; lei era più che stupefacente.

Per questo motivo Sora si era ripromesso di non lamentarsi fino a quel momento.

‘’Ben fatto. Sei davvero una bravissima bambina, sorellina; il tuo fratellone è fiero di te.’’

Le accarezzò i capelli quasi li stesse pettinando.

‘’…Mm. Ora abbiamo un posto… per dormire.’’

‘’Già, quando siamo stati attaccati da quei banditi, non sapevo proprio cosa sarebbe successo.’’

Sora vagò col pensiero a poche ore prima. In poche parole… a quando si erano improvvisamente ritrovati incastrati in questo mondo, sperduti e vagabondanti.

 

 

‘’-Beh, cosa facciamo adesso?’’

‘’…..’’

Shiro scosse la testa, non sapendo cosa rispondere al fratello. Era già la seconda volta che si riprendevano da una perdita di conoscenza. Sora, sfinito, urlava di frustrazione contro le assurdità della vita. Shiro aveva la testa nel pallone, e qualche singhiozzo le sfuggì dalle labbra.

Facendosi una ragione di quello che gli stava accadendo, cercarono di ricomporsi, nonostante fossero decisamente esausti.

Allontanandosi dal bordo del precipizio si accasciarono lungo il ciglio di una stradina sterrata.

‘’…Fratello, perché qui?’’

‘’Lo sai, nei giochi RPG2 ci sono sempre questo tipo di strade, no? Dove la gente passa abitualmente…’’

Che la loro conoscenza sui videogiochi fosse così approfondita era sicuro, ma non lo era altrettanto quanto potesse rivelarsi utile in un simile frangente. Ma pazienza.

‘’-Ok, per prima cosa, facciamo un piccolo inventario di quello che abbiamo con noi.’’

Sora fece ciò che era abituato a fare in questi casi nei videogiochi di sopravvivenza. Non avendo altre opzioni, entrambi cominciarono a svuotare le proprie tasche.

Ne uscirono: due smartphone (uno ciascuno), due DSP console portatili, due batterie ricaricabili, due caricatori a energia solare, due cavetti multi-connessione. E il tablet che Shiro alla fine aveva portato con sé.

Una scorta studiata appositamente ed esclusivamente perché i due non rimanessero in nessun caso senza videogiochi: in bagno, nella vasca, e così anche in caso di un blackout potevano sempre contare sul ‘minimo indispensabile’.

…Pur rigirandola come si vuole, non era proprio un equipaggiamento adatto a scenari simili, in cui la sopravvivenza era la prima cosa.

‘’…Scommetto che in un simile mondo stile fantasy la linea e il resto non arrivino neanche per sogno.’’

Disse Sora, guardando lo schermo del suo  telefono, ovviamente senza alcuna ricezione.

-D’altro canto, la torcia poteva sempre servire con il buio, e poteva comunque fare foto e video. Le mappe naturalmente non avrebbero funzionato, ma si poteva usare la funzione bussola.

Sora ringraziò di cuore per le avanzate tecnologie dei telefoni moderni e riprese.

‘’…Va bene, Shiro, spegni il tuo telefono e il tablet e ricarichiamoli finché ancora c’è il sole. Ho una manciata di e-book scaricati sul tablet che ho studiato per alcuni giochi a quiz; nella peggiore delle ipotesi potrebbe servirci un manuale di sopravvivenza.’’

‘’…Roger-‘’

La ragazzina ubbidientemente spense telefono e tablet e li mise a ricaricare. Sapeva perfettamente che in situazioni problematiche la cosa migliore era affidarsi a suo fratello e seguire le sue indicazioni.

…Dunque: usando il potere della scienza (lo smartphone di Sora) potevano orientarsi, e sapere dove fosse il Nord. Nonostante ciò, non cambiava il fatto che non avevano molto più di un naufrago in mezzo al mare senza mappe ma con una bussola.

Pur avendo tutta quella tecnologia tra le mani, non avevano altra scelta che starsene sul ciglio della strada, del tutto smarriti.

‘’-Oh?’’

Sora vide un gruppetto di persone avvicinarsi, lungo la strada.

‘’Evvai!!! Finalmente è tempo di sfoderare la mia esperienza negli RPG!!!’’

‘’…Fratello… hanno un’aria… strana.’’

Detto questo, il gruppo all’improvviso accelerò il passo e li circondò. Con quei vestiti in varie tinte di verde e quegli stivali perfetti per la corsa-

‘’Porca miseria, sono proprio dei banditi!’’

Sora imprecò rivolto al cielo.

Il primo incontro con altre persone in quel mondo e guarda se non dovevano proprio capitargli i tipici briganti dei mondi fantasy!

Davanti a questi tizi feroci, perfetti per la parte della banda di briganti, Sora si mise davanti alla sorellina, facendole da scudo.

-Ma queste furono le parole dei banditi.

‘’Hehe… se volete passare da qui- dovrete accettare la nostra sfida ad un gioco.’’

…I fratelli non poterono far altro che guardarsi a vicenda- ma…

‘’-Eh già, quel ragazzino ha deciso che in questo mondo ogni cosa deve essere decisa con i giochi.’’

‘’…Questi…sarebbero i banditi…qui..?’’

Subito i due fratelli si fecero un’idea della situazione: non c’era storia rispetto ai delinquenti del loro mondo. Questi, a confronto, sembravano persino carini, commoventi, tanto che i due non riuscirono a trattenere le risate.

‘’Che avete da ridacchiare, mocciosi?! Se non intendete giocare, non farete un passo in più!’’ strillarono i banditi, confusi dalla loro reazione.

Come niente fosse i fratelli si misero a parlare fra loro a bassa voce, in modo da non essere uditi.

‘’Praticamente si mettono contro qualcuno, imbrogliano e si prendono tutto quello che uno ha- che ne pensi?’’

‘’…Sembra…perfetto.’’

Dopo averne parlato, Sora batté le mani.

‘’Ok, ci stiamo, giocheremo con voi. Ma sfortunatamente per voi, al momento siamo senza un soldo.’’

‘’Heh, non importa, allora-‘’

Ma Sora continuò, interrompendo il bandito.

‘’Se perdiamo, potrete fare quello che volete con noi. Venderci a qualcuno, o quello che vi pare.’’

‘’-Eh?’’

Il tipo che stava per proporre qualcos’altro, prima di essere interrotto, sgranò gli occhi.

‘’Al contrario se dovessimo vincere-‘’

Con un sorriso da far accapponare la pelle sul viso- il ragazzo proseguì.

‘’-ci mostrerete la strada per la città più vicina♪ Oh, e ci darete i mantelli che quei due indossano. Insomma lo sapete, se si proviene da un altro mondo si spicca un po’ troppo per via dei vestiti. Ah, e ci direte tutto sulle regole di questo mondo♪’’

Sicuro delle sue doti cerebrali in quanto a giochi, aggiunse persino altre piccole richieste, come se fosse già sicuro in partenza di vincere.

 

 

NOTE:

  1. Skyrim: videogioco fantasy, RPG d’azione.
  2. RPG: Role-Playing Game, ossia Gioco di Ruolo.
No Game No Life - Capitolo 1 parte 1
No Game No Life – Capitolo 1 parte 3

0 Comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: